L’identità degli italiani e il campanilismo

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INDICE:
Fratelli d’Italia
Cosa significa essere italiani
Diverse italianità
Il campanilismo
Centralizzazione e passaparola

Fratelli d’Italia

All’inizio dell’anno ho guardato una fiction della Rai, che è la televisione italiana, intitolata “Mameli – il ragazzo che sognò l’Italia”. Non sono stata l’unica, evidentemente. Il primo episodio di questa serie sulla vita di Goffredo Mameli è stato il programma più visto del prime time.

Per darti un po’ di contesto, questa serie è ambientata in Italia, in particolare a Genova, Milano e Roma. Comincia raccontando la vita di questo ragazzo di buona famiglia che nel 1846 ha diciannove anni e fa cose che possono fare i ragazzi di diciannove anni, come per esempio innamorarsi ed esprimere i propri sentimenti in qualche forma artistica che nel suo caso è la scrittura. E finisce, attenzione sto per fare uno spoiler, con la sua prematura morte avvenuta quando aveva solo ventuno anni.

Sullo sfondo ci sono le vicende che hanno caratterizzato il Risorgimento italiano come i moti del 1848, le Cinque Giornate di Milano, la prima Guerra d’Indipendenza. Si tratta di un periodo storico molto turbolento per il mio Paese che è stato fondamentale per arrivare all’unificazione d’Italia ufficialmente avvenuta nel 1861.

Quello che ho apprezzato di questa fiction e che mi ha anche fatta commuovere alla fine (e premetto che si tratta di una fiction fatta per il grande pubblico quindi il livello di complessità e di profondità è quello di un prodotto di finzione volutamente romanzato), dicevo quello che mi è piaciuto è stato focalizzare l’attenzione sul fervore di questi giovani che con pochissime risorse hanno deciso di mettere a rischio la propria vita in nome di un ideale. In questo caso in nome della patria.

Goffredo Mameli, questo ragazzo che viene dipinto come molto coraggioso, sensibile e appassionato, purtroppo non vedrà mai il risultato dei suoi sforzi. Come ti accennavo, lui morirà in seguito a una ferita di battaglia anni prima dell’unificazione d’Italia, ma diventerà famosissimo per aver composto una poesia che poi è diventata l’inno nazionale italiano: Fratelli d’Italia. Tutti gli italiani infatti lo conoscono come “l’inno di Mameli”.

È una canzone che sicuramente hai sentito anche tu diverse volte in occasione di competizioni sportive. Devo dire però che nell’epoca in cui scrivo mi vengono in mente poche altre circostanze in cui noi italiani ci riuniamo intorno a questo sentimento di appartenenza. Forse solo in occasione della Festa della Repubblica che si festeggia il 2 giugno e, appunto, quando ci sono le partite di calcio.

Mi sono quindi chiesta: Qual è oggi la percezione degli italiani rispetto alla loro identità italiana? In altre parole, quanto si sentono italiani, gli italiani?

In realtà non l’ho chiesto solo a me stessa, ma l’ho chiesto anche ad alcuni amici e colleghi. Ecco che cosa mi hanno risposto.

Sentiamo prima le parole di Clara, che è italiana, è nata nella città toscana di Livorno, ma da qualche tempo non vive più in Italia.


Vocabolario 1

la fiction = the tv series (anglicismo)

di buona famiglia = of a good family / well-born

innamorarsi = to fall in love

le vicende = the events / the happenings

i moti = the movements / the uprisings

commuovere = to move / to touch (emotionally)

il fervore = the fervor / the enthusiasm

la patria = the homeland / the fatherland

viene dipinto = is depicted

gli sforzi = the efforts

mi vengono in mente = come. to mind / come to my mind

il sentimento di appartenenza = the feeling of belonging


Cosa significa essere italiani?

Paradossalmente la mia identità legata al posto da cui provengo si è creata e si è evoluta mano a mano che mi allontanavo sempre di più da Livorno. La prima esperienza che ho avuto fuori da Livorno è stata durante l’università a Pisa e è in quel contesto che mi sono resa conto che il mio background culturale o il modo in cui parlavo era comunque diverso da quello delle persone che mi circondavano, nonostante fossi a 15 km da casa. Quando poi mi sono spostata a Milano la mia identità si è allargata e non ero più percepita come la ragazza livornese, ma magari ero percepita semplicemente come la ragazza toscana e ora che vivo a Londra, se mi chiedono da dove vieni, io rispondo semplicemente “dall’Italia” e se chiedono più dettagli paradossalmente dico “da vicino Pisa”.
Tutto questo discorso può sembrare molto ovvio ma la verità è che questo viaggio mi ha aiutato sia ad avere un amore più consapevole rispetto alla mia terra di origine sia ad aprirmi tanto a tutte le culture e le usanze diverse dei posti in cui ho vissuto.

Clara Borrelli

Questo elemento del viaggio nella costruzione della propria identità ritorna anche nelle parole di Valentina. Anche lei è italiana, vive attualmente in Italia e in passato ha fatto un’esperienza all’estero piuttosto importante.

La percezione della mia identità culturale è cambiata molto negli anni e penso che sia in continua evoluzione. Forse anche perché ho avuto la possibilità di vivere in tanti posti del mondo diversi e anche in età diverse. Sicuramente la prima volta che mi sono fatta delle domande su quale fosse la mia identità culturale è stata durante il mio primo viaggio in Argentina.

Infatti mi sono trasferita in un paesino nella provincia di Buenos Aires che avevo appena compiuto 17 anni ed era la prima volta che mi trovavo a vivere per così tanto tempo in un posto così lontano da casa mia e per di più da sola. Penso che l’Argentina sia un luogo davvero interessante in cui farsi domande sulla propria identità culturale. Infatti in generale tra gli argentini rimane questa percezione molto forte dell’Italia come nazione sorella perché ricordano appunto i flussi migratori dell’ottocento e del novecento degli italiani verso l’Argentina e di fatto moltissimi tra i miei amici avevano ricordi di nonni o bisnonni italiani, conoscevano alcune parole italiane e alcune, soprattutto nell’alimentazione, sono proprio rimaste nell’uso linguistico.

Valentina Cottini

Quello che emerge dalle testimonianze che abbiamo ascoltato è che l’identità sia qualcosa che possa cambiare nel tempo. Nel caso di Clara e Valentina è evidente come l’aver viaggiato dentro e fuori l’Italia sia stato cruciale nel plasmare la propria identità culturale.

Sentiamo ora le parole di Massimo, che racconta un aspetto interessante di quella che possiamo chiamare italianità e cioè l’attaccamento alle tradizioni.

Cosa significa per me essere italiano? È una bella domanda. Devo ammettere di non averci mai pensato, o perlomeno di non averci mai pensato a fondo. Per me essere italiano significa avere una grande capacità di adattarsi, ma al contempo di saper apprezzare le cose che hanno molto tempo, non so come dire.

È un po’ come una tensione tra tradizioni, anche se non sono un grande amante delle tradizioni, e non so, la flessibilità di spostarsi in luoghi nuovi e sapersi adattare, creare nuove piccole tradizioni o costumi o abitudini nei posti in cui mi sposto. In Italia vieni abituato naturalmente a una marea di tradizioni che sono principalmente legate o alla religione o alla storia del luogo in cui sei cresciuto, ma poi per quanto mi riguarda, queste tradizioni da essere una cosa che comunque ti dà un senso di appartenenza e sono anche utili per darti un’idea di come si vive in comunità, come cresce una comunità, poi possono diventare come una specie di gabbia oppure semplicemente ti stufano, perché in quanto tradizioni tendono a essere naturalmente molto ripetitive e prevedibili.

Al contempo, in quanto italiani, noi siamo… negli ultimi secoli siamo sempre stati un popolo in viaggio, un popolo emigrante, che quindi si è spostato, e dove si è spostato si è radicato. A volte importando le tradizioni che c’erano nel proprio luogo nativo e creandone dei nuovi. E avendo viaggiato, essendomi spostato diverse volte, devo ammettere che cambiare il luogo ti permette naturalmente, o ti invita naturalmente, a confrontarti con altre persone e quindi anche con altre persone di paesi diversi, ma anche altri italiani, che vengono da luoghi diversi da quelli dove tu sei nato. E quindi diciamo che ti confronti e quindi la tua idea di cos’è l’Italia cambia di conseguenza.

Col tempo la mia concezione di cos’è l’Italia è evoluta, va di pari passo alle persone che ho incontrato. Quella che avevo 15-20 anni fa era completamente parziale e molto influenzata ancora dalle tradizioni.

Massimo Quadrana

Vocabolario 2

mano a mano = gradually / little by little

attualmente = currently

plasmare = to shape / to mold

sapersi adattare = to know how to adapt / to be able to adapt

i costumi = the customs / the traditions

un marea = a tide / a flood (with the meaning of “a lot”)

il senso di appartenenza = the sense of belonging

la gabbia = the cage

prevedibili = predictable

si è radicato = has taken root / has become entrenched

di pari passo = in parallel / in step / alongside


Diverse italianità

L’elemento del viaggio ritorna. Non tutti gli italiani però fanno questo tipo di esperienza e quindi, forse, non tutti hanno l’opportunità di porsi la questione, di chiedersi cosa significhi essere italiani.

Nel 2018 la società di ricerca Ipsos ha realizzato una ricerca in Italia, commissionata dall’iniziativa internazionale More In Common con l’obiettivo di “fare il punto sull’opinione che gli italiani hanno del proprio paese e del suo posto nel mondo”. Il 2018 è un anno in cui in Italia si comincia a vedere quella deriva populista che ha caratterizzato e tuttora caratterizza diversi Paesi europei. Sono tempi, questi, in cui le persone cercano un cambiamento proprio come lo cercavano oltre un secolo e mezzo fa, al tempo di Mameli, ma purtroppo oggi la direzione sembra essere più la difesa dei confini piuttosto che la ricerca di unione o integrazione. Tra i risultati emerge per esempio che: “L’identità culturale tradizionale è importante per gli italiani, la maggior parte dei quali teme la sua scomparsa.”

È come se ci fosse, tra gli italiani una dicotomia tra il chiudersi per proteggersi e l’aprirsi per farsi conoscere. Sentiamo ancora Valentina.

All’inizio, quando mi sono trasferita a Carabelas, avevo la percezione di dover scegliere tra due possibilità. Da una parte volevo calcare sulle differenze culturali per farmi conoscere in tutta la mia diversità. Dall’altra volevo simulare il più possibile le somiglianze per integrarmi al meglio fra i miei amici argentini.
Poi però il modo caloroso, affettuoso con cui sono stata accolta dalla mia famiglia ospitante, dai miei amici, dalle mie amiche, mi ha fatto sentire che le due cose potevano coesistere. E hanno effettivamente cominciato a coesistere in qualsiasi parte del mondo io mi sia poi trasferita. Per questo è stata un’esperienza che mi ha fatto davvero riflettere.
E penso che abbia sinceramente plasmato il mio concetto di identità culturale, così come le esperienze successive. Oggi sento che la mia identità culturale non prevede un’italianità che divida chi è italiano da chi non, ma piuttosto una sorta di costante riflessione sulla pluralità dei modi in cui possiamo esistere come italiane, italiane, e in cui possiamo incontrarci all’interno della stessa nazione. Quindi penso che la mia percezione dell’identità culturale, della mia identità culturale, sia abbastanza vicina a una prospettiva transculturale.

Valentina Cottini

Le parole di Valentina, ma anche quelle di Clara e di Massimo, sono parole di persone che hanno a che fare quotidianamente con la diversità. Clara e Massimo vivono nella città cosmopolita di Londra e lavorano in un ambiente multiculturale. Valentina, che come hai sentito ha fatto un’esperienza di vita in Argentina, oggi vive in Italia dove lavora come insegnante di italiano come lingua straniera. Valentina da poco fa parte del team di Online Italian Classes.

Ciao Barbara, come stai? Questa mattina ho fatto la terza lezione con **, già registrato e tutto quanto, è andato tutto bene. Lei mi ha detto che è molto contenta, perché le piace la struttura con cui organizzo le lezioni e mi sento molto grata. Tra l’altro, ti giuro, mi sta piacendo troppo questo lavoro, quindi sono super contenta.

Valentina Cottini

Insegnare italiano a chi vive all’estero è un lavoro meraviglioso, ma è anche complesso perché ogni insegnante attinge inevitabilmente dal proprio vissuto personale, che è appunto particolare. Può accadere quindi che le aspettative degli studenti non vengano sempre soddisfatte. Faccio un esempio molto banale: uno studente americano che va in vacanza in Puglia, diciamo a Lecce, dove beve tutti i giorni il caffè leccese (quello con il ghiaccio e il latte di mandorla), si stupirà di scoprire poi che la sua insegnante online che si collega da Milano non sia abituata a bere quotidianamente quella bevanda. O pensiamo alla lingua. Una studentessa una volta mi ha confessato che, dopo aver fatto una vacanza proprio a Lecce, era un po’ frustrata perché, nonostante stesse studiando italiano già da un po’ di anni, non era abituata ad ascoltare e quindi a capire il tempo passato remoto che gli abitanti del Centro e Sud Italia usano regolarmente nella lingua parlata. “Andai, mangiai, bevvi” invece di “Sono andato, ho mangiato, ho bevuto” – ma anche “Andammo, mangiammo, bevemmo” invece di “Siamo andati, abbiamo mangiato, abbiamo bevuto”.

Quello che sto cercando di dirti è che è difficile parlare di un’unica italianità, perché l’Italia rimane un Paese molto frammentato, eterogeneo. Questa frammentazione non è necessariamente negativa, ma può anche essere vista come una ricchezza, perché offre un’ incredibile diversità linguistica, culinaria, architettonica… tutto all’interno dello stesso Paese.

Ho chiesto a Massimo di raccontarmi un episodio che è accaduto qualche anno fa e che secondo me è un altro buon esempio di questa diversità di cui spesso gli stessi italiani sono inconsapevoli.

Allora, sì, ricordo bene quell’occasione. In realtà, questi miei amici erano venuti a Piacenza per la mia laurea e in quell’occasione era venuta anche questa mia amica di Venezia e quindi ci eravamo trovati tutti insieme in un ristorante appena poco fuori dalla città. Ah sì, ecco, com’era stata la questione. Alla fine del pranzo, come è usuale dalle nostre parti, si chiede un caffè, no? E la nostra usanza, nel senso, in quanto italiani, sappiamo bene che dopo pranzo il caffè o è un caffè espresso o tutt’al più macchiato, ma chiaramente gli spagnoli non hanno questa usanza, questa tradizione, questo limite, non lo so, e quindi volevano un cappuccino o dei cappuccini. Al che, la questione è stata sollevata dagli italiani presenti a tavola, del tipo: “ma no dai ragazzi, non potete prendere un cappuccino dopo pranzo”. Al che, la mia amica Paola fa: “ma ragazzi, ma voi qua a Piacenza non lo fate il macchiatone?”. Al che, sorpresi: “cos’è il macchiatone?”. E alla fine è stato spiegato che a Venezia, o penso generalmente in Veneto, però non sono sicuro, esiste questa via di mezzo tra il macchiato e il cappuccino, che è per l’appunto il macchiatone, quindi è un macchiato con un po’ più di latte ma non troppo. Quindi abbiamo spiegato questa cosa ai miei amici e quindi tutti quanti sono d’accordo che il macchiatone si può fare. Visto che lo prendono a Venezia, dopo pranzo è accettato, possiamo prenderlo anche qua. Quindi abbiamo chiamato il cameriere e gli italiani presenti hanno chiesto un espresso macchiato e poi gli spagnoli hanno chiesto questo famoso macchiatone e il cameriere però non aveva assolutamente idea di cosa fosse, quindi si è creata questa simpatica scenetta dove i ragazzi spagnoli e Paola, questa mia amica che in realtà non è di Venezia ma abita… ma ha studiato e vissuto per molto tempo a Venezia, hanno dovuto spiegare al cameriere come fare questo macchiatone. E poi ce l’ha portato a tavola. Una gran bella scena che ci ha permesso anche a noi di Piacenza di scoprire un’usanza italiana che non conoscevamo.

Massimo Quadrana

Vocabolario 3

la deriva populista = the populist drift

la difesa dei confini = the defense of borders

la maggior parte dei quali teme la sua scomparsa = most of whom fear its disappearance

calcare = to stress

le somiglianze = the similarities

hanno a che fare con = have to do with / are related to

attinge = draws from / draws upon

il proprio vissuto personale = one’s own personal experience

la mia laurea = my degree dissertation / my graduation

la questione è stata sollevata = the issue was raised

una scenetta = a skit / a short scene

un’usanza = a custom / a tradition


Il campanilismo

Queste piccole differenze tra luoghi anche molto vicini tra loro, talvolta fanno sorridere, altre volte sono prese fin troppo seriamente. Sto parlando del fenomeno del campanilismo. Hai mai sentito questa parola? Secondo il dizionario Treccani, il campanilismo è un “attaccamento esagerato e gretto alle tradizioni e agli usi della propria città”. 

Il riferimento qui è alla campana, quella che, quando suona, riunisce intorno a sé gli abitanti del villaggio. Il campanilismo è qualcosa che in Italia viene quasi dato per scontato. Diciamo che difficilmente ammettiamo in modo esplicito di essere campanilisti, ma siamo tutti un po’ campanilisti.

Livorno è una città molto campanilista. Nonostante sia circondata da tante altre città molto più famose, turistiche e forse anche belle, come Firenze, Lucca, Pisa, Siena, i livornesi sono molto orgogliosi della loro città e pensano di vivere nel posto più bello del mondo. Per quanto riguarda le inimicizie, all’interno della Toscana ci sono tanti scontri, ma sicuramente quello fra Pisa e Livorno è uno dei più famosi, nonostante siano vicinissime perché distano appena 10-15 km. Questa inimicizia probabilmente deriva da un fattore storico, infatti dopo il Medioevo, durante il quale Pisa era una gloriosa repubblica marinara, progressivamente il porto pisano andò sempre più in rovina e i Medici decisero di investire in un villaggio dei pescatori, che era appunto Livorno, e di farlo diventare il nuovo porto della Toscana. E quindi sicuramente quello è stato un fattore di inimicizia e competizione tra livornesi e pisani. Al giorno d’oggi ormai lo scontro si limita solo all’ambito calcistico.

Clara Borrelli

Il campanilismo a Piacenza secondo me è un concetto un po’ anomalo, nel senso che la mia percezione è che i piacentini sono sia orgogliosi che in qualche maniera stanchi della propria città, o perlomeno se ne lamentano molto frequentemente. Internamente sono sempre disposti ad attaccare le mancanze della propria città e a dire “da una parte c’è questa cosa che non abbiamo, dall’altra c’è quest’altra”, quindi sono molto orgogliosi probabilmente. Al contempo su certe cose, specialmente su magari il cibo, allora sì che il campanilismo viene fuori specialmente nei confronti delle città vicine come Parma o Cremona. Sono città che hanno delle culture, tradizioni comunque simili perché sono città vicine e quindi ci contendiamo un po’ l’origine, no?

Massimo Quadrana

Ciao Barbara! In effetti anche tra le città marchigiane ci sono tante rivalità, forse anche perché siamo l’unica regione al plurale, cioè si dice le Marche, non la Marca. E poi nella nostra regione si incontrano tre famiglie di dialetti diverse. Infatti, nella parte settentrionale delle Marche, cioè nella provincia di Pesaro-Urbino e anche un po’ scendendo, si parlano dialetti della famiglia del nord, cioè che assomigliano di più a quelli parlati in Emilia-Romagna e Lombardia.

Mentre nel centro, cioè nella provincia di Ancona, si parlano dei dialetti che fanno parte della famiglia dei dialetti centrali, quindi che assomigliano di più a quelli parlati in Umbria, in Lazio, in Toscana. Scendendo, cioè nella parte meridionale delle Marche, quindi già Macerata, Ascoli, si parlano invece dei dialetti che fanno parte della famiglia del sud e quindi che assomigliano di più a quelli abruzzesi, pugliesi e via dicendo. Insomma, è un po’ come se ci fossero tre microculture diverse nella stessa regione, e infatti ce ne diciamo di tutti i colori.

Per esempio, per motivi calcistici, tutti nelle Marche ce l’hanno con gli ascolani. Io non seguo il calcio, ma so che ad Ancona, per esempio, a scuola si cantava per scherzare: “Chi non salta un ascolano è… è…”. E poi c’è la famosa rivalità tra Pesaro e Urbino, che compongono una provincia insieme, ma sono molto diverse.

Infatti Pesaro è più balneare, costiera e quindi festaiola d’estate, mentre Urbino è la città d’arte, è universitaria, tra le montagne. C’è una rivalità simile anche tra Macerata e Civitanova, che infatti si insultano dicendo: “Maceratesi pistacoppi e Civitanovesi pesciaroli”. A Macerata i pistacoppi sono i piccioni e quindi dicono che sono più gente di campagna e anche a Macerata c’è l’università, mentre a Civitanova sono dei pescatori, quindi pesciaroli, perché c’è il mare ed è tutta quanta più festaiola, più costiera, un po’ come Pesaro.

Valentina Cottini

Ok, abbiamo sentito tre testimonianze sempre da parte di Clara, Massimo e Valentina che raccontano delle ostilità che ci sono all’interno delle loro regioni italiane. Rispettivamente Toscana, Emilia Romagna e Marche.

Ma perché tutta questa ostilità tra città che appartengono alla stessa regione italiana?
Per rispondere andiamo indietro nel tempo, ma non così tanto, solo di 163 anni. Perché l’Unità d’Italia è avvenuta 163 anni fa. Non è così tanto, alla fine. E ora pensiamo alle 20 regioni italiane, che per la verità sono molto, molto più recenti. Ce lo spiega la nostra insegnante Laura, che tiene regolarmente un corso di gruppo sul folclore italiano. Proprio dalla registrazione di uno di questi corsi prendo in prestito le sue parole.

E con la Repubblica, con la decisione di fare dell’Italia una Repubblica, è cambiata anche l’amministrazione delle regioni italiane e si è iniziato a pensare di unire l’Emilia e la Romagna che ufficialmente sono diventate un’unica regione il 7 giugno 1970. Quindi in realtà è molto recente e infatti è molto sentita, Barbara poi vi dirà anche a lezione, è molto sentita la parte dell’essere Emiliano e dell’essere Romagnolo.

Laura Mafizzoli – Corso online di gruppo Italian Folklore

Vocabolario 4

talvolta = sometimes

gretto = narrow-minded / petty

gli usi = the customs / the practices

viene quasi dato per scontato = is almost taken for granted

orgogliosi = proud

gli scontri = the clashes / the conflicts

inimicizia = enmity

in rovina = in ruins

l’ambito calcistico = the football (or soccer) field / the football (or soccer) sector

anomalo = anomalous

le rivalità = the rivalries

settentrionale = northern

scendendo = descending / going down

e via dicendo = and so on / and so forth

ce ne diciamo di tutti i colori = we say all sorts of things to each other / we exchange all sorts of insults

per motivi calcistici = for football (or soccer) reasons

balneare, costiera, festaiola = seaside, coastal, festive

la città d’arte = the art city / the city of art


Centralizzazione e passaparola

Nella vita quotidiana questa mancanza di appartenenza a qualcosa che vada oltre la propria comunità locale viene alimentata anche da una mancanza di una centralizzazione amministrativa. Questa è una mia opinione, perché la noto maggiormente, questa cosa, ora che vivo all’estero, perché qui in Inghilterra, invece, secondo me, questa centralizzazione si percepisce chiaramente. Ti faccio degli esempi per capirci meglio. Se ho una domanda di qualsiasi tipo come per esempio: come richiedere il sussidio di maternità se sono una lavoratrice freelance? Oppure, come funziona il sistema scolastico? Oppure, quali alimenti vanno bene per lo svezzamento di un neonato? (Questi esempi sono piuttosto personali, me ne rendo conto). Troverò risposta in modo piuttosto chiaro o sul sito del governo inglese oppure sul sito dell’NHS, che è il servizio sanitario nazionale inglese. Sì, in Italia c’è l’AUSL che è l’azienda unità sanitaria locale, che è però appunto locale. Cioè in ogni regione italiana l’Ausl funziona in modo piuttosto indipendente. E poi sì, c’è il sito del governo ma le informazioni che vi si trovano sono tutte piuttosto generiche e spesso non soddisfano le casistiche specifiche di cui ciascuno ha bisogno.

Il welfare italiano è insomma un groviera e a tappare i buchi ci sono un sacco di organizzazioni private. Secondo me, l’Italia è un paese che ha un’energia incredibile che viene dal basso, forse proprio in mancanza di una solida organizzazione che venga dall’alto.

In questo scenario, c’è una pratica che non smette di avere molta rilevanza per noi italiani. Sto parlando del passaparola. Che cos’è il passaparola? Ce lo spiega l’insegnante Valentina.

Direi che il passaparola è un modo per spargere la voce tra le tue conoscenze rispetto a un bisogno che hai. Quindi un bisogno viene incontro a un altro bisogno e di solito si realizza con persone fidate. Per esempio, io in questo momento vivo in un appartamento in affitto, ma tra poco me ne andrò.

Perciò il mio coinquilino avrà bisogno di trovare qualcuno che subentri nell’affitto al posto mio. Quindi che cosa facciamo? Facciamo il passaparola. Lui mette in giro la voce tra i suoi amici che sta cercando qualcuno che entri nel suo appartamento per condividerlo con lui.

E io farò lo stesso con i miei. È molto probabile che accada che tra i miei amici o i suoi amici o conoscenze dei nostri amici ci sia qualcuno che ha bisogno proprio di un posto in un appartamento. In questo modo il bisogno del mio coinquilino e quello di questa persona si incontreranno e il bisogno sarà soddisfatto attraverso l’incontro con una persona di fiducia mia o di una mia conoscenza.

In qualche modo questo spesso funziona anche con il lavoro. Infatti è successo questo anche quando ho scoperto Online Italian Classes. Io mi ero appena laureata in italianistica e parlando con il mio migliore amico gli ho detto che stavo cercando un lavoretto.

Poco tempo dopo, lui mi ha raccontato che sua sorella stava lavorando per questa scuola online di italiano per stranieri e mi ha detto che volevano allargare un pochino il team. Mi è sembrata un’occasione fantastica e quindi ho subito scritto a Barbara per capire se potessi collaborare. E così anche questa volta il mio bisogno ha incontrato il suo bisogno ed è nata questa collaborazione.

Valentina Cottini

Oggi abbiamo parlato di storia e di identità italiana, di differenze interne all’Italia, di campanilismo e di passaparola. È stato un episodio diverso dagli altri perché ha coinvolto più voci oltre alla mia. Ringrazio Clara Borrelli, Massimo Quadrana e Valentina Cottini per aver partecipato con interventi così intelligenti. Ringrazio Laura Mafizzoli per la concessione dell’estratto audio della sua lezione. E ringrazio te per aver ascoltato anche questo episodio. Fammi sapere se questo nuovo formato ti è piaciuto.


Vocabolario 5

la mancanza di appartenenza = the lack of belonging

all’estero = abroad

si percepisce = it is perceived / it is felt

il sussidio di maternità = maternity subsidy / maternity benefit

lo svezzamento = weaning (the process of gradually introducing a baby to solid foods and reducing breastfeeding or formula feeding)

un groviera = a Swiss cheese (Gruyère)

tappare i buchi = to plug the holes / to fix the leaks

non smette = doesn’t stop / keeps going

spargere la voce = to spread the word / to spread rumors

subentri = who takes over / who steps in

mette in giro la voce = spreads the word / spreads rumors

un lavoretto = a small job / a gig / a side job


Fonti:

  1. Come funziona la politica in Rai, ilpost.it, 3 maggio 2021, https://www.ilpost.it/2021/05/03/nomine-rai-politica/
  2. ‘Mameli. Il ragazzo che sognò l’Italia’: trama, cast (e polemiche) della miniserie in onda da stasera, Repubblica.it, 12 febbraio 2024, https://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2024/02/12/news/mameli_trama_cast_e_polemiche_della_miniserie_in_onda_da_stasera-422116221/
  3. Tim Dixon, Stephen Hawkins, Laurence Heijbroek, Míriam Juan-Torres, François-Xavier Demoures, Un’Italia frammentata: atteggiamenti verso identità nazionale, immigrazione e rifugiati in Italia, More In Common, agosto 2018, ipsos.com, https://www.ipsos.com/sites/default/files/ct/publication/documents/2018-08/italyitfinal_digital.pdf

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    Barbara B.

    Barbara B.

    Online Italian Teacher

    Mi presento

    Mi chiamo Barbara, ho trent’anni e qualcosa, vivo a Londra e sono la fondatrice di questa scuola. Ho lavorato per un po’ negli uffici marketing di aziende grandi e piccole, a Milano, a Piacenza e a Barcellona, in Spagna. Dal 2017 lavoro come libera professionista, prima come copywriter e poi come insegnante di italiano a stranieri. Nonostante abbia fatto diverse esperienze in entrambi i settori, la sindrome dell’impostore non mi ha mai abbandonata. Così a un certo punto ho chiamato a raccolta le migliori insegnanti che potessi conoscere e ho dato vita a questa scuola online che non ha ancora smesso di sorprendermi per le grandi soddisfazioni che mi regala ogni giorno.

    Le mie lezioni

    Insegnare online significa confrontarsi con persone che possono essere molto diverse tra loro per età, provenienza, interessi e livello di italiano. Cerco di tenere una parte della lezione per stimolare la conversazione spontanea e mettere gli studenti a proprio agio. Nella seconda parte della lezione, di solito porto l’attenzione su aspetti linguistici che possono essere migliorati. Assegno anche compiti a casa: talvolta esercizi grammaticali, altre volte testi scritti, visione di video o ascolto di podcast. Mi piace diversificare in base al tempo e all’attitudine che i miei studenti dimostrano di avere ogni volta. Tengo sempre in considerazione i loro impegni personali e il fatto che in un certo periodo possano avere più energie o essere più stanchi.

    I miei studenti e le mie studentesse

    Ho avuto studenti provenienti da parti del mondo molto diverse. Principalmente Regno Unito e Stati Uniti, ma anche Europa (inclusa l’Italia), Australia, Africa e Asia. Spesso la loro routine è molto diversa dalla mia, come nel caso di persone in pensione che si trovano in una fase della vita che non ho personalmente ancora vissuto. Ho sempre riscontrato un grande rispetto reciproco per e da parte dei miei studenti. Queste differenze non sono mai state un ostacolo, ma un arricchimento dell’esperienza didattica. Anche i corsi di gruppo sono caratterizzati da questa bellissima diversità e questo è uno degli aspetti che amo di più dell’insegnamento online.

    Le mie passioni

    Ho spesso pensato di non avere grandi passioni, ma qualcuna piccola forse ce l’ho. Senz’altro la scrittura è al primo posto: è l’attività che più mi rilassa quando sono stressata e mi consola quando sono triste. Mi piace molto anche cantare, in modo totalmente amatoriale, fin da quando mio padre mi accompagnava con la chitarra quando ero piccola. Quando ero più giovane ho ballato danza moderna, poi mi sono appassionata al tango argentino. Tutti gli anni andavo a sciare con mio papà e le mie amiche, prima che diventasse troppo costoso e iniziassi a farmi domande sulla sostenibilità di questo sport. Le stesse domande me le faccio ogni volta che devo prendere un aereo e purtroppo questo ultimamente accade molto spesso. Da qualche anno, infatti, vivo in Inghilterra con un bimbo piccolo che i nonni vogliono vedere il più possibile!

    Let me introduce myself

    My name is Barbara, I’m thirty-something, I live in London, and I’m the founder of this school. I’ve worked for a while in the marketing offices of both large and small companies, in Milan, Piacenza, and Barcelona, Spain. Since 2017, I’ve been working as a freelancer, first as a copywriter and then as an Italian teacher for foreigners. Despite having various experiences in both fields, the impostor syndrome has never left me. So, at a certain point, I gathered the best teachers I could find and started this online school, which has never ceased to amaze me with the great satisfaction it gives me every day.

    My lessons

    Teaching online means dealing with people who can be very different in terms of age, background, interests, and Italian proficiency level. I try to dedicate a part of the lesson to stimulate spontaneous conversation and make the students feel comfortable. In the second part of the lesson, I usually focus on linguistic aspects that can be improved. I also assign homework: sometimes grammar exercises, other times written texts, watching videos, or listening to podcasts. I like to diversify based on the time and attitude my students demonstrate each time. I always take into consideration their personal commitments and the fact that they may have more energy or be more tired during a certain period.

    My students

    I’ve had students from very different parts of the world, mainly from the UK and the USA, but also from Europe (including Italy), Australia, Africa and Asia. Often their routines are very different from mine, as in the case of retired individuals who are in a phase of life I haven’t personally experienced yet. I’ve always found a great mutual respect from and for my students. These differences have never been an obstacle but rather an enrichment of the teaching experience. Even group courses are characterized by this beautiful diversity, which is one of the aspects I love most about online teaching.

    My passions

    I’ve often thought I don’t have great passions, but maybe I have some small ones. Writing is certainly at the top: it’s the activity that relaxes me the most when I’m stressed and consoles me when I’m sad. I also enjoy singing, in a totally amateur way, ever since my father accompanied me with the guitar when I was little. When I was younger, I danced modern dance, then I became passionate about Argentine tango. Every year I used to go skiing with my dad and my friends, before it became too expensive, and I started questioning the sustainability of this sport. I ask myself the same questions every time I have to take a plane, and unfortunately, lately, this happens very often. For a few years now, I’ve been living in England with a little child that the grandparents want to see as much as possible!

    Eleonora S.

    Eleonora S.

    Online Italian Teacher

    Mi presento

    Ciao! Sono Eleonora, ho 36 anni, e un passato un po’ vagabondo. Mi sono laureata a Trento in Filosofia, e poi … ho iniziato a viaggiare.

    Sono stata operatrice interculturale in diverse realtà estere, Africa compresa. Con il mio ritorno in Italia, sono entrata nella scuola, dove ho insegnato storia e filosofia.

    Oggi, sono una docente privata, e anche una mamma, e nel frattempo, qualche anno fa, ho ottenuto la certificazione CEDILS per la didattica dell’italiano agli stranieri.

    Insegno inglese, ma più di ogni altra cosa, amo insegnare l’italiano, amo insegnare la mia lingua
    madre, la lingua delle mie emozioni
    .

    Le mie passioni

    Amo leggere … ma non di tutto. Mi appassionano i romanzi antichi e moderni, e ovviamente, leggo
    di filosofia.

    Con lo sport sono piuttosto pigra, ma adoro le mie due sessioni settimanali di pilates.

    E amo scrivere. Che sia di giorno o di notte, che sia con la mia bimba in braccio o in una stanza
    silenziosa, ho sempre la penna in mano.

    Chissà, magari ci sarà un’occasione per scrivere qualcosa insieme!

    Le mie lezioni

    A dire il vero, oltre a scrivere, adoro comunicare. Nelle mie lezioni mi interesserò molto a te.

    Parleremo di interessi, passioni, lavoro, vita in famiglia … e chi più ne ha più ne metta.

    La mia lezione tipo ha dunque uno stampo comunicativo, ma anche emotivo. Penso che una lingua venga appresa meglio se vengono coinvolti anche i sentimenti.

    I miei studenti e le mie studentesse

    Vorrei sempre che i miei studenti siano felici di fare lezione con me. Ci dobbiamo divertire!

    Useremo metodi interattivi e sceglierai anche tu i temi da affrontare.

    Adoro se si sbaglia, soprattutto quando si affronta un po’ di grammatica, perché l’errore è un modo per apprendere più in fretta.

    Nessuno è perfetto e abbiamo sempre da imparare, spero di poterlo fare al più presto con te.

    Let me introduce myself

    Hello everyone!

    I am a social anthropologist and an Italian language teacher. I have been teaching Italian since 2012, after completing a course in teaching Italian as a second language. I have taught in Sarajevo (Bosnia), Tbilisi (Georgia), and Moscow (Russia), and since 2016, I have been teaching online—both for convenience and to balance the many interests I try to pursue simultaneously.

    In 2023, I obtained a PhD in social anthropology from the University of Manchester, and since 2024, I have been a postdoctoral researcher at the Migration Department of the Institute of Ethnology in Prague, Czech Republic. In the meantime, I also work as a tour guide for Italians (or Italian speakers) in Georgia.

    My lessons

    My lessons are a well-balanced mix of performative techniques that I have acquired over more than ten years of teaching. Through readings, songs, photo analysis, small grammar rules, and much more, I always strive to create engaging “recipes” to keep my students eager to learn Italian.

    Over the years, I have developed a dynamic teaching method tailored to the needs and interests of my students. Perhaps thanks to my anthropological background, I greatly appreciate the cultural exchanges that emerge through language learning.

    For me, learning a language means building bridges between different worlds, and it is always fascinating to see the creative ways in which my students connect their own experiences to Italian culture.

    Moreover, as a language learner myself (in addition to English, I have studied Georgian, Russian, Bosnian-Serbo-Croatian, French, and German), I fully understand the challenges and frustrations of learning a new language.

    My goal is to make the “journey into Italian” as engaging and rewarding as possible.

    My students

    Being an Italian teacher has allowed me to meet people who are both amazing and… bizarre.

    For example, one of my first online students was an English guy working as a gardener in India. We had our Italian lessons during his lunch break under the palm trees, with the wind rustling through the leaves and his phone—camera on—resting against his ear so he could hear me. And there I was, teaching while staring at an eardrum!

    Nowadays, I encourage my students to have the proper setup for online lessons (screen sharing is often essential in my classes), but I was still proud that he wanted to learn Italian despite the logistical and geographical challenges.

    It’s been almost nine years since we first met, and we’re still in touch—of course, speaking Italian.

    What I can say is that with all my students, past and present, I have built relationships of friendship, respect, and admiration—something I never imagined when I first started this job. I feel very lucky.

    My passions

    Talking about my passions in such a short space is always a challenge, but from what you’ve read so far, you’ve probably gathered that I love traveling, learning new languages, and discovering different worlds.

    To that, I’d add a passion for photography, singing, calligraphy, and much more—things we can explore together if you’d like.

    Valentina C.

    Valentina C.

    Online Italian Teacher

    Mi presento

    Ciao! Sono Valentina e vengo da Ancona, una piccola città sul mare Adriatico. Ho vissuto in tanti paesi, alla ricerca di un posticino da chiamare casa. Mi sono laureata in Lingue e letterature all'”Università Ca’ Foscari”, poi in Italianistica all’”Alma Mater” di Bologna, lavorando nel frattempo tra librerie e scuole di lingua. Bologna è una città di cui sono follemente innamorata! Vivo ancora lì, con una gattina che si chiama Zinaida, come la protagonista di un romanzo russo. È la mia antistress preferita. Senz’altro la conoscerai durante le nostre chiamate, è una curiosona come me.

    Le mie passioni

    Oltre a insegnare italiano, mi occupo di letteratura. Leggo tantissimo, amo cercare nuove espressioni letterarie e sono un’appassionata di poesia. Mi interessano gli studi decoloniali, gli studi di genere e tutti i romanzi che trattano queste tematiche. Mi piace scrivere e collaboro con alcuni blog e riviste online. Ho anche fondato una webzine che si chiama “Crocevia” dove c’è anche una rubrica dedicata a giovani poete e poeti internazionali. Amo molto anche la fotografia e la musica, soprattutto il rock nelle sue forme e il cantautorato.

    Le mie lezioni

    Mi interessa creare un ambiente sereno, in cui tu possa sentirti libera o libero di esprimerti e provare, senza ansia. So quanto è difficile approcciarsi a una nuova lingua con il timore di sbagliare. Pianificherò le nostre lezioni sulle tue esigenze e sui tuoi desideri. Concorderemo insieme degli obiettivi da raggiungere, sulla base del tuo livello di partenza. Potrai scegliere tra vari metodi, più focalizzati sulla conversazione o sulla grammatica, per capire insieme qual è il più adatto a te. In ogni lezione, ti lascerò link a canzoni o video su YouTube, per una full immersion nella cultura italiana. Ti proporrò anche delle attività ludiche e vedrai che imparare una lingua può essere davvero divertente!

    I miei studenti e le mie studentesse

    Ho lavorato con studenti e studentesse provenienti da tantissimi paesi del mondo: dalla Turchia all’India, da Malta all’Argentina. Alcuni vivono in Italia, alcuni stavano per trasferirsi, altri erano appassionati di cultura italiana e volevano crearsi degli strumenti per avvicinarsi al meglio alla lingua. Con tante e tanti ci siamo incontrati e mi sono improvvisata guida turistica: è stato un bellissimo momento di scambio! Ho lavorato con persone molto diverse tra loro, adulte e giovani, in alcuni casi con cecità e disturbi specifici dell’apprendimento. Chiunque può imparare una nuova lingua. L’essenziale è trovare il giusto
    approccio.

    Let me introduce myself

    Hello! I’m Valentina and I come from Ancona, a small city on the Adriatic Sea. I’ve lived in many countries, searching for a place to call home. I graduated in Languages and Literatures from “Ca’ Foscari University”, then in Italian Studies from the “Alma Mater” in Bologna, while working in bookstores and language schools. Bologna is a city I’m madly in love with! I still live there, with a cat named Zinaida, like the protagonist of a Russian novel. She’s my favorite stress reliever. You’ll surely get to know her during our calls; she’s as curious as I am.

    My passions

    Apart from teaching Italian, I’m involved in literature. I read a lot, love discovering new literary expressions, and am passionate about poetry. I’m interested in decolonial studies, gender studies, and all novels dealing with these themes. I enjoy writing and collaborate with some blogs and online magazines. I also founded a webzine called “Crocevia” which includes a section dedicated to young international poets. I also love photography and music, especially rock in its various forms and singer-songwriters.

    My lessons

    I’m interested in creating a serene environment where you can feel free to express yourself and try without anxiety. I know how difficult it is to approach a new language with the fear of making mistakes. I’ll plan our lessons based on your needs and desires. Together, we’ll set goals based on your starting level. You can choose from various methods, whether more focused on conversation or grammar, to find what suits you best. In each lesson, I’ll leave you links to songs or YouTube videos for full immersion in Italian culture. I’ll also propose fun activities, showing you that learning a language can be truly enjoyable!

    My students

    I’ve worked with students from many countries around the world: from Turkey to India, from Malta to Argentina. Some live in Italy, some were about to move, others were passionate about Italian culture and wanted to create tools to better approach the language. With many of them, we’ve met and I’ve acted as a tour guide; it was a beautiful exchange! I’ve worked with people very different from each other, adults and young people, in some cases with blindness and specific learning disabilities. Anyone can learn a new language. The key is to find the right approach.

    Letizia P.

    Letizia P.

    Online Italian Teacher

    Ciao, mi chiamo Letizia e vengo da Bologna, una bellissima città nel nord Italia.

    Da sempre, la mia più grande passione è conoscere culture diverse. Da piccola mi sono subito resa conto che, per poter venire a contatto con tradizioni straniere e viaggiare, dovevo approfittare di qualsiasi occasione che incontravo, perciò ho iniziato a candidarmi per viaggi di studio all’estero organizzati da diverse associazioni. In questo modo, ho potuto vedere posti e incontrare persone che altrimenti non avrei potuto conoscere.

    Questi viaggi mi hanno permesso di apprezzare usi e costumi diverse dalle mie, mi hanno spinta ad essere curiosa e a fare domande. Una volta finito il liceo, la naturale prosecuzione della mia istruzione potevano essere solo le Lingue Straniere: infatti, penso che si possa apprezzare una cultura solo attraverso la conoscenza della sua lingua.

    Per questo ho deciso di insegnare italiano: non solo mi permette di aiutare le persone a imparare questa bellissima lingua, ma mi dà anche l’opportunità di vedere la mia cultura con occhi nuovi.

    Oltre a viaggiare, sono appassionata di letteratura, cinema, serie tv e spettacoli teatrali.

    Ogni volta che posso provo ad andare al cinema o a teatro per potermi godere una nuova storia. Mi piace essere aggiornata sulla pop culture e sono anche molto interessata agli studi di genere.

    Non vedo l’ora di conoscervi per discutere di tutto questo e molto altro!

    Hello, my name is Letizia and I come from Bologna, a beautiful city in the North of Italy.

    As long as I can remember, my greatest passion has been learning about different cultures. As a young kid I quickly realized that, in order to come into contact with foreign traditions and travel, I had to take any chance that would come my way, so I started applying for study trips abroad organized by different associations. In doing so, I got to see places and meet people I never would have had the opportunity to experience otherwise.

    These trips allowed me to appreciate customs and beliefs different than my own, they compelled me to be curious and ask questions. Once I finished high school, the natural continuation of my education could only be Foreign Languages: as a matter of fact, I believe it’s only through the knowledge of a language that you can properly connect with a culture.

    This is why I decided to teach Italian: not only it allows me to help people learn this beautiful language, but it also gives me the chance to see my culture with new eyes.

    Besides traveling, I am passionate about literature, cinema, tv series and plays.

    Any time I have the chance I try going to the cinema or theatre to enjoy a new story. I like to be up to date with pop culture and I am also really interested in gender studies.

    I can’t wait to meet you to discuss all of this and much more!

    Federica C.

    Federica C.

    Online Italian Teacher

    Mi presento

    Ciao! Sono Federica, abito in un piccolo villaggio immerso nella natura sull’Appennino Ligure-Emiliano. Prima di approdare in questo angolo di paradiso, ho abitato in altri paesi e ho conosciuto le sfide dell’apprendimento di una seconda lingua. Per questo nelle mie lezioni voglio creare una comfort zone in cui sia possibile provare, giocare, sperimentare con la lingua italiana, a prescindere dal proprio livello.

    Le mie lezioni

    Ci tengo a che i miei studenti pensino alle nostre lezioni come ad uno spazio sicuro dove poter sbagliare, perché senza errori non si impara. Sono attenta agli interessi specifici di ciascuno e adatto le mie lezioni di conseguenza. C’è chi preferisce conversare, chi ha bisogno di soffermarsi di più sulla grammatica e chi la teme, chi vuole fugare tutti i dubbi in una lezione (e si scontra con il fatto che è impossibile), e c’è invece chi affronta l’apprendimento con pazienza.

    I miei studenti e le mie studentesse

    I miei studenti vengono da tanti posti diversi: UK, USA, Brasile, Norvegia, Malta, Spagna e ognuno è arrivato alla decisione di studiare l’italiano per un motivo diverso. C’è chi ha nonni italiani e vuole riallacciare una connessione con il passato della propria famiglia, chi si è innamorato dell’Italia durante una vacanza, chi ci si è trasferito seguendo un amore. Quando i miei studenti vengono in Italia proviamo ad organizzarci per incontrarci. Quando c’è l’occasione, mi piace che le relazioni vadano al di là dello stretto perimetro delle lezioni. Tutti i contesti rigidi e formali mi stanno stretti!

    Le mie passioni

    Oltre a insegnare italiano, sono antropologa e videomaker. Mi occupo soprattutto di realizzare brevi documentari per musei etnografici e ho una buona conoscenza della storia e del folclore italiano. Un’altra mia grande passione è il cinema italiano, soprattutto quello “classico” degli anni ’50, ’60 e ’70: se vi interessa il cinema sappiate che potreste trovare in me una dispensatrice anche fin troppo solerte di critiche cinematografiche e di suggerimenti per visioni!

    A presto.

    Let me introduce myself

    Hi! I’m Federica, and I live in a small village nestled in nature in the Ligurian-Emilian Apennines. Before settling in this corner of paradise, I lived in other countries and experienced the challenges of learning a second language. That’s why in my lessons, I want to create a comfort zone where it’s possible to try, play, and experiment with the Italian language, regardless of one’s level.

    My Lessons

    I want my students to think of our lessons as a safe space where they can make mistakes because without errors, there is no learning. I pay attention to each individual’s specific interests and tailor my lessons accordingly. Some prefer conversation, some need to focus more on grammar and may fear it, some want to clear all doubts in one lesson (and clash with the fact that it’s impossible), while others approach learning with patience.

    My Students

    My students come from many different places: the UK, USA, Brazil, Norway, Malta, Spain, and each has arrived at the decision to study Italian for a different reason. Some have Italian grandparents and want to reconnect with their family’s past, some fell in love with Italy during a vacation, some moved here following love. When my students come to Italy, we try to organize meetings. Whenever possible, I like relationships to extend beyond the strict confines of lessons. All rigid and formal contexts feel constricting to me!

    My Passions

    In addition to teaching Italian, I’m an anthropologist and videomaker. I mainly focus on making short documentaries for ethnographic museums and have a good knowledge of Italian history and folklore. Another great passion of mine is Italian cinema, especially the “classic” films of the ’50s, ’60s, and ’70s: if you’re interested in cinema, know that you might find in me an overly eager dispenser of film critiques and suggestions for viewing!

    See you soon.

    Elisa M.

    Elisa M.

    Online Italian Teacher

    iao!

    Mi chiamo Elisa e vengo da Bologna, una città famosa in Italia per il colore delle sue case, il rosso, la bontà del suo cibo e l’antica università. Sono laureata in antropologia storia e mi piace insegnare la lingua italiana.

    Ho vissuto per due anni in Spagna, a Barcellona. Lì ho lavorato in una libreria italiana che offriva anche lezioni di lingua. È stata un’esperienza bellissima che ha fatto nascere in me il desiderio di insegnare l’italiano.

    La multiculturale Barcellona mi ha permesso di conoscere persone che vengono da ogni parte del mondo.

    Ho scoperto così quanto mi entusiasmi scoprire cose e posti nuovi e parlare con persone con storie diverse dalla mia.

    Tutto questo è stato possibile grazie alla conoscenza dell’inglese e dello spagnolo.

    Queste due lingue, che ho dovuto studiare per motivi di studio e di lavoro, mi hanno dato tante possibilità e aperto la strada a nuove esperienze.

    La cosa che mi piace di più dell’imparare una lingua infatti è che non solo permette di comunicare con persone nuove, ma anche di avere accesso a tutto il mondo che ruota attorno ad essa.

    Come avrete capito mi piace viaggiare, ma sono anche appassionata di letteratura, mi piace fare lunghe passeggiate e cucinare, così come mi appassionano l’attualità e la storia.

    A presto, per parlare di questo e altro e imparare insieme la lingua italiana!

    Hello!

    My name is Elisa, and I come from Bologna, a city known in Italy for the red color of its houses, the food, and the ancient university. I hold a Master’s degree in anthropology and history, and I like to teach Italian.

    I have lived for two years in Barcelona, Spain. There I worked in an Italian bookshop that offered language classes. It was a wonderful experience that gave me the desire to teach Italian.

    Multicultural Barcelona has allowed me to meet people from all over the world.

    I discovered how excited I am to learn new things, find myself in new places and talk to people with different stories than mine.

    All of this was possible thanks to English and Spanish.

    These two languages, which I had to study for study and work reasons, have given me many possibilities and opened the way to new experiences.

    And this is what I like the most about learning a language. It allows you to communicate with new people and have access to the whole world that revolves around it.

    As you may have understood, I like to travel, but I am also passionate about literature. I enjoy taking long walks and cooking, just as I am passionate about current events and history.

    See you soon, to talk about this and more and learn the Italian language together!

    Sara R.

    Sara R.

    Online Italian Teacher

    Mi presento

    Ciao,

    Mi chiamo Sara, sono un’insegnante specializzata nell’insegnamento di italiano per stranieri e vivo in una piccola città in Piemonte, Acqui Terme.

    Ho sempre avuto la passione per le lingue e sin da piccola i miei due sogni nel cassetto sono stati girare il mondo e fare l’insegnante (giocavo con lavagna e gessetti e i miei alunni erano immaginari).

    Così ho conseguito una Laurea in Lingue e Letterature Straniere e durante il mio Erasmus a Caen, in Francia, ho finalmente iniziato a realizzare i miei desideri insegnando italiano in un liceo come madrelingua. Questa esperienza mi ha fatto capire quale fosse la mia strada e come avrei potuto realizzare i miei sogni.

    Ho messo anima e cuore nel Master in “Didattica dell’italiano lingua non materna” presso l’Università per Stranieri di Perugia, dopo ho continuato a farlo con la Laurea Magistrale in Linguistica a Torino e completando la mia formazione a Perugia con la certificazione DILS “Didattica italiano Lingua Straniera” di secondo livello.

    Proprio grazie a progetti universitari ho insegnato Italiano a studenti stranieri in alcune scuole a Torino e ho sfruttato questa bella esperienza per elaborare la mia tesi magistrale sull’apprendimento dell’italiano come lingua straniera.

    Nel 2019 sono partita per Melbourne, in Australia, dove per tutto l’anno scolastico ho insegnato italiano come assistente linguistica in un college. 

    Nel 2020 mi sono trasferita a Londra e proprio quando cominciavo ad ambientarmi e a collaborare con alcune scuole di italiano è scoppiato il Covid e sono tornata in Italia. 

    Da quell’anno insegno nelle scuole medie: italiano, storia e geografia e tengo aperta la mia piccola finestra sul mondo con le lezioni di italiano online.

    Le mie passioni

    Quando ho un po’ di tempo libero mi piace trascorrere giornate all’aria aperta camminando, ascoltando musica, leggendo. Adoro il mare e se riesco ogni weekend mi reco in Liguria con il mio compagno. 

    Amo viaggiare, perdermi in città sconosciute dove assaporare il vero gusto della scoperta e conoscere persone nuove con le quali confrontarmi.

    Mi piace trascorrere del tempo con la mia famiglia in campagna nella casa dei nonni; adoro fare la zia, anche se purtroppo le mie due splendide nipotine vivono in Norvegia e il poco tempo che passiamo insieme vola sempre via velocissimo tra risate, corse e giochi.

    Le mie lezioni

    Dopo anni come studentessa di lingue straniere (dall’altra parte della scrivania!) provo sempre a immedesimarmi nei miei studenti e cerco di creare lezioni personalizzate seguendo le loro passioni, i loro interessi e guidandoli alla scoperta della lingua e della cultura italiana.

    Le mie lezioni sono sempre ancorate alla realtà, alla praticità, alle curiosità su questo bellissimo Paese in modo da stimolare e non annoiare chi vuole migliorare il proprio italiano. 

    Prediligo lezioni in cui lo studente assapori la lingua attraverso letture, conversazioni, canzoni, foto, materiali autentici che mi piace scegliere pensando alla persona che ne fruirà.

    Naturalmente non mancano pillole di grammatica, proverbi, modi di dire, accompagnati da giochi che permettono di utilizzare la lingua divertendosi.

    I miei studenti e le mie studentesse

    In questi anni, sia online che in presenza, ho conosciuto e lavorato con studenti da tutto il mondo e di tutte le età.

    Ho iniziato con i liceali francesi, proseguito con bambini e ragazzi di tutto il mondo trasferitisi in Italia, collaborato con i liceali australiani e infine sono approdata online grazie a questa scuola.

    Non so perché ma solitamente la maggior parte dei miei studenti è piuttosto giovane e troviamo sempre punti di contatto e argomenti sui quali confrontarci.

    Soprattutto nei corsi di piccoli gruppi, però, ho avuto anche studenti in età più matura, a volte pensionati, che mi hanno permesso di vedere il mondo da un’altra prospettiva e dei quali ho apprezzato l’intraprendenza e la voglia di continuare a mettersi in gioco e apprendere per tutto il corso della vita.

    Let me introduce myself

    Hello,

    My name is Sara, and I am a teacher specializing in teaching Italian to foreigners. I live in a small town in Piedmont, Acqui Terme.

    I have always been passionate about languages, and since I was a child, my two biggest dreams were to travel the world and become a teacher (I used to play with a blackboard and chalk, and my students were imaginary).

    So, I pursued a degree in Foreign Languages and Literatures, and during my Erasmus in Caen, France, I finally started making my dreams come true by teaching Italian in a high school as a native speaker. This experience made me realize what my path was and how I could achieve my goals.

    I put my heart and soul into earning a Master’s degree in “Teaching Italian as a Non-Native Language” at the University for Foreigners of Perugia. I then continued my studies with a Master’s degree in Linguistics in Turin and further enriched my training in Perugia by obtaining the DILS II-level certification (Didactics of Italian as a Foreign Language).

    Thanks to university projects, I taught Italian to foreign students in some schools in Turin, and I used this valuable experience to develop my master’s thesis on learning Italian as a foreign language.

    In 2019, I moved to Melbourne, Australia, where I worked as a language assistant, teaching Italian in a college for an entire school year.

    In 2020, I moved to London, and just as I was settling in and starting to collaborate with some Italian language schools, Covid broke out, and I returned to Italy.

    Since then, I have been teaching Italian, History, and Geography in secondary schools while keeping my small window to the world open through online Italian lessons.

    My Passions

    When I have some free time, I love spending days outdoors walking, listening to music, and reading. I adore the sea, and whenever possible, I go to Liguria with my partner on the weekends.

    I love traveling, getting lost in unknown cities, experiencing the joy of discovery, and meeting new people with whom I can exchange ideas.

    I enjoy spending time with my family in the countryside at my grandparents’ house. I also love being an aunt, although unfortunately, my two wonderful nieces live in Norway. The little time we spend together always flies by too fast, filled with laughter, running, and games.

    My Lessons

    After years of studying foreign languages myself (on the other side of the desk!), I always try to put myself in my students’ shoes. I aim to create personalized lessons based on their passions and interests, guiding them through the discovery of the Italian language and culture.

    My lessons are always rooted in real-life situations, full of practical insights and curiosities about this beautiful country to engage students and make learning enjoyable.

    I prefer lessons where students can experience the language through reading, conversation, songs, photos, and authentic materials that I carefully choose for each person.

    Of course, grammar tips, proverbs, and idioms are also included, often accompanied by games that make learning fun and interactive.

    My Students

    Over the years, both online and in person, I have worked with students from all over the world and of all ages.

    I started with French high school students, then worked with children and teenagers from different countries who had moved to Italy, collaborated with Australian high school students, and eventually transitioned to online teaching thanks to this school.

    For some reason, most of my students tend to be quite young, and we always find common ground and interesting topics to discuss.

    However, in my small group courses, I have also taught older students, sometimes even retirees, who have shown me a different perspective on life. I truly admire their determination and enthusiasm for lifelong learning.

    Laura M.

    Laura M.

    Online Italian Teacher

    Mi presento

    Ciao a tutti!

    Sono un’antropologa sociale e insegnante di lingua italiana. Insegno italiano dal 2012, dopo aver completato un corso per l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua. Ho insegnato a Sarajevo (Bosnia), Tbilisi (Georgia) e Mosca (Russia) e dal 2016 insegno online, sia per comodità sia per riuscire a conciliare i molti interessi che cerco di portare avanti simultaneamente.

    Nel 2023 ho conseguito il dottorato in antropologia sociale presso l’Università di Manchester e dal 2024 sono ricercatrice post-dottorato presso il Dipartimento di Migrazioni dell’Istituto di Etnologia di Praga, in Repubblica Ceca. Nel frattempo lavoro anche come guida turistica per italiani (o parlanti italiano) in Georgia.

    Le mie lezioni

    Le mie lezioni sono un mix equilibrato di tecniche performative che ho acquisito in più di dieci anni di insegnamento. Attraverso letture, canzoni, analisi di fotografie, piccole regole di grammatica, e tanto altro cerco sempre di creare “ricette sfiziose” affinché i miei studenti e le mie studentesse continuino ad avere “appetito” per la lingua italiana.

    Nel corso degli anni, ho quindi sviluppato un metodo di insegnamento dinamico, calibrato sui bisogni e sugli interessi dei miei studenti e delle mie studentesse. Probabilmente grazie alla mia formazione antropologica, apprezzo molto gli scambi culturali che nascono dall’apprendimento linguistico.

    Per me, imparare una lingua significa costruire ponti tra mondi diversi, ed è sempre sorprendente scoprire i modi creativi con cui i miei studenti spesso collegano le proprie esperienze alla cultura italiana.

    Inoltre, essendo io stessa una studentessa di lingue (oltre all’inglese, ho studiato georgiano, russo, bosniaco-serbo-croato, francese e tedesco), capisco bene le sfide e le frustrazioni dell’apprendimento di una nuova lingua.

    Il mio obiettivo è rendere il “viaggio nell’italiano” il più coinvolgente e gratificante possibile.

    I miei studenti e le mie studentesse

    Fare l’insegnante di italiano mi ha permesso di conoscere persone tanto fantastiche quanto… bizzarre.

    Per esempio, uno dei miei primi studenti online è stato un ragazzo inglese che lavorava come giardiniere in India: facevamo lezione di italiano mentre lui era in pausa pranzo sotto le palme, con il vento che soffiava tra le foglie e il telefono con la videocamera accesa appoggiato all’orecchio per potermi sentire. E io facevo lezione guardando un timpano!

    Ecco, oggi suggerisco agli studenti di fornirsi di tutti gli strumenti adeguati a una lezione online (spesso infatti, la condivisione dello schermo è fondamentale nelle mie lezioni), eppure ero orgogliosa del fatto che volesse imparare l’italiano nonostante gli ostacoli lavorativi e geografici.

    Sono passati quasi nove anni da quando ci siamo
    conosciuti e siamo ancora in contatto, ovviamente parlando in italiano.

    Quello che posso dire è che con tutti gli studenti e le studentesse che ho avuto e che ho, si è instaurato un rapporto di amicizia, rispetto e stima che non avrei mai immaginato possibile quando ho intrapreso questo lavoro. Mi sento molto fortunata.

    Le mie passioni

    Parlare delle mie passioni in così poco spazio è sempre difficile, ma forse, dalle righe precedenti, avrai capito che amo viaggiare, studiare nuove lingue e conoscere mondi diversi.

    A tutto ciò si aggiunge una passione per la fotografia, il canto, la calligrafia e tanto altro, che scopriremo insieme, se vorrai.

    Let me introduce myself

    Hello everyone!

    I am a social anthropologist and an Italian language teacher. I have been teaching Italian since 2012, after completing a course in teaching Italian as a second language. I have taught in Sarajevo (Bosnia), Tbilisi (Georgia), and Moscow (Russia), and since 2016, I have been teaching online—both for convenience and to balance the many interests I try to pursue simultaneously.

    In 2023, I obtained a PhD in social anthropology from the University of Manchester, and since 2024, I have been a postdoctoral researcher at the Migration Department of the Institute of Ethnology in Prague, Czech Republic. In the meantime, I also work as a tour guide for Italians (or Italian speakers) in Georgia.

    My lessons

    My lessons are a well-balanced mix of performative techniques that I have acquired over more than ten years of teaching. Through readings, songs, photo analysis, small grammar rules, and much more, I always strive to create engaging “recipes” to keep my students eager to learn Italian.

    Over the years, I have developed a dynamic teaching method tailored to the needs and interests of my students. Perhaps thanks to my anthropological background, I greatly appreciate the cultural exchanges that emerge through language learning.

    For me, learning a language means building bridges between different worlds, and it is always fascinating to see the creative ways in which my students connect their own experiences to Italian culture.

    Moreover, as a language learner myself (in addition to English, I have studied Georgian, Russian, Bosnian-Serbo-Croatian, French, and German), I fully understand the challenges and frustrations of learning a new language.

    My goal is to make the “journey into Italian” as engaging and rewarding as possible.

    My students

    Being an Italian teacher has allowed me to meet people who are both amazing and… bizarre.

    For example, one of my first online students was an English guy working as a gardener in India. We had our Italian lessons during his lunch break under the palm trees, with the wind rustling through the leaves and his phone—camera on—resting against his ear so he could hear me. And there I was, teaching while staring at an eardrum!

    Nowadays, I encourage my students to have the proper setup for online lessons (screen sharing is often essential in my classes), but I was still proud that he wanted to learn Italian despite the logistical and geographical challenges.

    It’s been almost nine years since we first met, and we’re still in touch—of course, speaking Italian.

    What I can say is that with all my students, past and present, I have built relationships of friendship, respect, and admiration—something I never imagined when I first started this job. I feel very lucky.

    My passions

    Talking about my passions in such a short space is always a challenge, but from what you’ve read so far, you’ve probably gathered that I love traveling, learning new languages, and discovering different worlds.

    To that, I’d add a passion for photography, singing, calligraphy, and much more—things we can explore together if you’d like.

    Silvia F.

    Silvia F.

    Online Italian Teacher

    Mi presento

    Mi chiamo Silvia e vivo in una piccola cittadina del nord Italia, vicino alle famose città di Milano, Como e Monza.

    Sono sposata, ho due figli ormai “adulti” e un cane, Argo, a cui piace essere presente durante le mie lezioni…

    Sono laureata in giurisprudenza ma ho scoperto con il tempo la mia passione per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri e, dopo aver conseguito la certificazione Cedils dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ho intrapreso ormai da parecchi anni questo cammino che mi entusiasma sempre di più.

    Le mie passioni

    Amo fare passeggiate nella natura, visitare nuovi luoghi e mi rilasso leggendo o dipingendo, ma nei fine settimana mi piace anche uscire con gli amici per una cena o per un ottimo aperitivo.

    Inoltre per me è importante il tempo passato in famiglia. Nei giorni di festa o di vacanza ci godiamo tutti insieme un bel film o ci sfidiamo in uno dei nostri numerosi giochi da tavolo (che mi piace utilizzare, adattandoli, con i miei studenti durante le lezioni!).

    Spesso ascolto musica – di molti generi diversi – e ogni anno in estate adoro andare a Verona per assistere a uno spettacolo di opera lirica nella magica atmosfera dell’Arena.

    Le mie lezioni

    Le mie lezioni sono improntate sulla conversazione. Amo discutere dei più diversi argomenti, secondo gli interessi dei miei studenti: dalle tecniche di mindfulness al giardinaggio, senza dimenticare però alcuni approfondimenti grammaticali, spesso necessari per comprendere meglio i meccanismi che regolano il funzionamento della lingua italiana.

    Se deciderai di fare lezione con me, in base ai tuoi interessi e al tuo livello di conoscenza dell’italiano, preparerò varie attività che svolgeremo guardando spezzoni di film, ascoltando canzoni, leggendo ricette di cucina, commentando libri, osservando famose opere d’arte e insieme scopriremo numerosi aspetti della cultura del “Bel Paese” e ci divertiremo con quiz e altri giochi.

    I miei studenti e le mie studentesse

    Durante le lezioni cerco sempre di mettere gli studenti a proprio agio, in un clima sereno e piacevole in modo da rendere l’apprendimento della lingua più efficace, duraturo e anche divertente.

    E così, spesso, nascono legami autentici di amicizia che portano, quando è possibile, a bellissimi incontri anche di persona, qui in Italia!

    Let me introduce myself

    My name is Silvia, and I live in a small town in northern Italy, near the famous cities of Milan, Como, and Monza.

    I am married, have two “adult” children, and a dog named Argo, who enjoys being present during my lessons…

    I have a degree in law, but over time, I discovered my passion for teaching Italian to foreigners. After obtaining the Cedils certification from Ca’ Foscari University in Venice, I have been on this path for many years now, and it excites me more and more.

    My Passions

    I love taking walks in nature, visiting new places, and I relax by reading or painting. But on weekends, I also enjoy going out with friends for dinner or for a great aperitif.

    Moreover, family time is important to me. On holidays or vacations, we all enjoy watching a good movie together or challenging each other in one of our many board games (which I like to use, adapting them, with my students during lessons!).

    I often listen to music – of many different genres – and every summer, I love going to Verona to attend a performance of opera in the magical atmosphere of the Arena.

    My Lessons

    My lessons focus on conversation. I love discussing various topics, according to the interests of my students: from mindfulness techniques to gardening, without forgetting some grammatical insights, often necessary to better understand the mechanisms that govern the Italian language.

    If you decide to take lessons with me, based on your interests and your level of Italian knowledge, I will prepare various activities for us to do, such as watching movie clips, listening to songs, reading recipes, commenting on books, observing famous works of art, and together we will discover numerous aspects of the “Bel Paese” culture and have fun with quizzes and other games.

    My Students

    During lessons, I always try to put students at ease, in a serene and pleasant atmosphere to make language learning more effective, lasting, and also fun.

    And so, authentic friendships often arise, leading, when possible, to beautiful meetings even in person, here in Italy!