INDICE:
Una tradizione di famiglia e amicizia
L’origine del Topolino
La scuola disneyana italiana
Paperino uno di noi
Un successo senza tempo
Il potere delle storie
Scelte linguistiche
Siamo in piena estate, la stagione che per molte generazioni di italiani ha significato e significa ancora tre mesi di vacanza non-stop e una “lettura da spiaggia” che mette d’accordo grandi e piccoli: il Topolino.
Il Topolino è un fumetto tascabile, cioè di dimensioni abbastanza piccole da poter stare in tasca. Raccoglie brevi storie con protagonisti i personaggi Disney più classici: Topolino, Minni e i loro amici Pippo, Clarabella, il cane Pluto / Paperino e Paperina e la loro famiglia come Qui, Quo, Qua, Nonna Papera, Zio Paperone. Quindi il mondo della città di Topolinia da un lato e quello della città di Paperopoli dall’altro.
In ogni casa di amici e parenti a cui facevo visita da piccola, c’era sempre da qualche parte una libreria con una collezione – più o meno grande – di fumetti di Topolino. Erano inconfondibili con la loro costina gialla che risaltava tra i dorsi di tutti gli altri libri.
Devo dire che il responsabile delle mie prime letture del Topolino è senza dubbio mio padre Paolo, che a sua volta ricorda così il suo primo incontro con questo fumetto:
Devo dire che il mio avvicinarmi a Topolino non è in realtà stato subitaneo, nonostante Topolino esista da un sacco di tempo, da prima che io nascessi, a me sono sempre piaciuti molti cartoni animati, soprattutto i film della Walt Disney, ma quelli di Topolino e Paperino in particolar modo, ma nella mia famiglia non me lo compravano, Topolino, quindi io lo leggevo qualche volta a casa di amici o da qualche parte quando mi capitava.
A un certo punto della mia vita ho scoperto che il mio più grande amico, che ho conosciuto alle scuole elementari, invece aveva tutta, col tempo, aveva tutta la cronologia, aveva tutti i Topolino, glieli compravano tutte le settimane, li teneva in garage, aveva una libreria, che più che una libreria era una serie di scaffali immensa, piena di questi Topolino, quindi quando ero già grandino, addirittura poi nell’adolescenza e addirittura più avanti ancora quando avevo vent’anni, ci trovavamo nel suo garage, mi portavo a casa 7-8 Topolini e poi con calma me li leggevo e questo mi piaceva tantissimo, perché intanto una delle cose che più mi hanno colpito in questo giornalino, un giornaletto per bambini tutto sommato, ma devo dire anche per adulti per una serie di ragioni, erano i colori, i colori intensissimi, mi aprivano il cuore, mi facevano pensare a un mondo fantastico dove l’autunno era tutto giallo, rosso, il cielo di un blu smagliante, l’erba di un verde brillantissimo e questi personaggi che comunque erano molto umani e queste avventure sempre diverse scritte in modo bellissimo mi catturavano totalmente e mi rilassavano, molto lontano dai divertimenti o dai cartoni animati che poi sono arrivati, quelli giapponesi magari pieni di armi, di battaglie, di guerre, anche qui c’erano rappresentate, erano rappresentate tutte le situazioni normali della vita, ma sempre con una sfumatura un po’ più benevola se vogliamo, un pochino più gradevole, un po’ più dolce dove magari sì, i buoni vincono sempre, però c’è bisogno, c’era bisogno di questo e questo Topolino me lo poteva dare, poi nella vita c’è bisogno anche di verità, di sapere che non è tutto rosa e fiori, ma questa è stata una grande cosa.
Paolo B.
Ho chiesto anche a Silvia che cosa abbia rappresentato per lei il Topolino. Silvia è un’insegnante della scuola e forse già la conosci se hai partecipato a uno dei suoi corsi di gruppo sull’arte italiana:
Cosa ha rappresentato per me Topolino? Non è facile, non è facile dirlo. Sicuramente il Topolino ha avuto un ruolo importante nella mia infanzia, nella mia adolescenza e anche nella mia età adulta, devo ammetterlo. Ora, io non mi ricordo esattamente l’età in cui ho iniziato a leggerlo, ma sicuramente già quando ero molto piccola leggevo queste vignette.
Mi sono ritrovata con questo giornaletto tra le mani, forse perché in casa ne avevamo, perché appartenuti già alle mie sorelle maggiori. Un ricordo che mi viene alla mente e che mi piace ricordare, a cui mi piace pensare, è quello di caldi pomeriggi estivi in cui io con il mio amato Topolino tra le mani (1:04) mangiavo la merenda, che di solito era un panino con la Nutella, e mi divertivo proprio a leggere queste avventure fantastiche dei miei personaggi. Mi immedesimavo in questi protagonisti e vivevo queste storie veramente ai confini della realtà, anzi oltre i confini della realtà.
Silvia F.
un fumetto = a comic
brevi = short
Topolino = Mickey Mouse
Minni = Minnie Mouse
Pippo = Goofy
Clarabella = Clarabelle
il cane Pluto = Pluto the dog
Paperino = Donald Duck
Paperina = Daisy Duck
Qui, Quo, Qua = Huey, Dewey, and Louie
Nonna Papera = Grandma Duck
Zio Paperone = Scrooge McDuck
da qualche parte = somewhere
una libreria = a bookstore
inconfondibili = unmistakable
la costina = the spine
i dorsi = the spines
il mio avvicinarmi = my approaching
subitaneo = sudden
non me lo compravano, Topolino = they wouldn’t buy it for me, Mickey Mouse
(gli) scaffali = (the) shelves
grandino = a bit older
tutto sommato = all in all
mi catturavano = they captivated me
benevola = benevolent
gradevole = pleasant
non è tutto rosa e fiori = it’s not all roses
abbia rappresentato = has represented
l’infanzia = childhood
l’adolescenza = adolescence
le vignette = the panels
la merenda = the snack
Mi immedesimavo = I identified
La storia di Topolino in Italia comincia negli anni Trenta del Novecento, quando gli editori italiani, nonché padre e figlio, Nerbini acquistarono i diritti per riprodurre ufficialmente il personaggio americano Mickey Mouse in Italia. Da allora Topolino passa nelle mani di altri tre editori: Arnoldo Mondadori poi Walt Disney Italia e infine la Panini S.p.a., che ancora oggi lo produce a cadenza settimanale.
Nonostante sappiamo tutti che la Disney sia una società americana, il fumetto di Topolino in Italia ha delle caratteristiche molto italiane, cosa che ha evidentemente contribuito al suo successo senza tempo.
Leggo in un articolo del Post.it scritto nel 2013 da Giovanni Zagni:
“Non solo Topolino è un prodotto interamente italiano: è un prodotto solamente italiano.”
Questo perché le storie sono tutte originali, non sono più prese e tradotte per il pubblico italiano, ma sono pensate appositamente per il pubblico italiano. Quindi ne rispecchiano la società, le abitudini, giocano su temi caldi di un certo periodo storico, riflettono una certa visione del mondo.
Ma cosa cambia rispetto agli altri paesi? La risposta arriva dallo stesso articolo del Post:
“Topolino e Paperino non hanno una storia e non sono inseriti in una continuità temporale come molti dei fumetti seriali americani. Questa è un’altra cosa che distingue i fumetti di Topolino da molti degli altri. Ogni storia è in sé conclusa.”
Le storie di Topolino sono estremamente eclettiche e toccano tutti i temi dai più banali, c’è la storiellina di tutti i giorni, di qualche episodio sfortunato, concluso bene o anche concluso male e invece alle volte si parla di avventure, come fosse un libro di avventure, avventure anche molto intense, con i pirati, con i cattivi e quindi gli argomenti sono veramente i più svariati, molto spesso prendeva spunto anche dalle cose che succedono nella vita quotidiana, insomma.
Paolo B.
Novecento = Twentieth century
i diritti = the rights
a cadenza settimanale = on a weekly basis
distingue = distinguishes
i cattivi = the villains
i più svariati = the most varied
prendeva spunto = took inspiration
In un articolo più recente del Post, pubblicato a giugno 2024, si parla dell’importanza dell’Italia nella creazione di storie e personaggi originali:
“La scuola italiana dei fumetti Disney è considerata da molti decenni una delle più importanti e influenti al mondo, se non la più importante e influente in assoluto. Addirittura sembra che «più del 75 per cento dei fumetti disneyani che vengono letti nel mondo sono stati scritti e disegnati in Italia.”
Infatti, molti dei personaggi che oggi sono noti al pubblico italiano sono nati proprio dalla cosiddetta “scuola disneyana italiana”, come:
“Brigitta, l’aspirante fidanzata di Zio Paperone; il cugino esploratore di Pippo, Indiana Pipps; il maggiordomo di Zio Paperone, Battista; il supereroe e alter ego di Paperino, Paperinik; la fidanzata di Gambadilegno, Trudy.”
Alle volte si andava nei fumetti di Topolino a richiamare dei classici, degli scrittori classici delle opere anche italiane, insomma, cioè naturalmente riadattate ai personaggi.
Paolo B.
Quello a cui Paolo fa riferimento sono una serie di produzioni che possiamo chiamare spin-off, cioè delle derivazioni dalla produzione principale, che prendono delle storie molto legate alla cultura italiana e le trasformano in fumetti con protagonisti gli amatissimi topi e paperi di cui stiamo parlando.
Anche Maria, che ti presenterò meglio tra poco, dice:
Mi ero appassionata talmente tanto al Topolino durante questi anni, che oltre proprio anche al settimanale, ho comprato moltissimi, moltissime raccolte proprio di storie. Infatti sono tutte ora nella mia cameretta, diverse raccolte in base ai nuclei tematici che venivano affrontati, che magari non leggo spesso, ma quando mi capitano sotto mano non nego che una lettura gliela ridò.
Maria
Per esempio nel numero 7 di Topolino c’era una storia che si intitolava “L’inferno di Topolino”, un chiaro rimando all’Inferno di Dante Alighieri. Oppure penso ai “Promessi Paperi” che sono ovviamente un tributo ai “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni.
i decenni = the decades
Addirittura = Even
riadattate = readapted
legate = linked
la cameretta = the bedroom (or the little room)
i nuclei tematici = the thematic cores
mi capitano sotto mano = they come to my hand
una rilettura gliela ridò = I give it another read
Parliamo quindi del personaggio di Paperino, che come abbiamo detto, è incluso nel fumetto di Topolino, anche se è bene ricordare che le storie del mondo di Topolino sono tenute separate da quelle del mondo di Paperino. Cioè i due mondi non si mescolano.
Sicuramente le storie che mi piacevano di più erano quelle di Paperino, le sue avventure fantastiche in remote epoche storiche o in futuri fantascientifici mi piacevano da morire. Il personaggio di Paperino, sfortunato, pasticcione, con poca voglia di lavorare, che però alla fine non si lasciava mai abbattere dalle avversità, ma trovava sempre la forza per superare le difficoltà, affrontare paure, insicurezze, mi è sempre piaciuto.
Mi ricordo che poi mi piacevano tantissimo le avventure in cui c’era Archimede Pitagorico, l’inventore, lo scienziato che rendeva possibili anche le idee più assurde, mentre ho sempre odiato le avventure in cui c’era il cugino Gastone, questo personaggio baciato dalla fortuna, che trovava sempre soldi, biglietti della lotteria vincenti e che non sapeva mai perdere, quindi veramente mi era antipatico, lo odiavo e devo ammettere che se iniziavo una storia e poi scoprivo che c’era Gastone, cambiavo storia, piantavo lì e non finivo neanche quella che avevo cominciato.
Anche il personaggio di Topolino, con quel suo fare un po’ da saputello, con la sua sicurezza nell’affrontare ogni situazione, è sempre stato per me un personaggio in cui era difficile identificarmi o con cui simpatizzare.
Silvia F.
Nell’articolo del 2024 che ti ho già citato, il cui titolo è “Paperino in Italia è una cosa speciale”, leggo:
“Paperino piace così tanto anche per una delle caratteristiche fondamentali che gli autori italiani hanno dato alle sue storie: l’enfasi sul tema della famiglia, culturalmente molto sentito nel paese. Se si presta attenzione, ci si rende conto che le sue storie sono incentrate nella stragrande maggioranza dei casi su dinamiche che hanno a che fare con i parenti: Zio Paperone, Qui, Quo e Qua, Paperina, i cugini Gastone e Paperoga. In generale, nelle storie dei paperi il legame con la famiglia è un aspetto essenziale, mentre in quelle che hanno per protagonisti i topi le relazioni interpersonali sono fondate principalmente sull’amicizia.”
le remote epoche = remote eras
i futuri fantascientifici = futuristic futures
pasticcione = clumsy
le avversità = adversities
mi era antipatico = I disliked him
piantavo lì = I would stop (doing something)
il fare un po’ da saputello = being a bit of a know-it-all
molto sentito = deeply felt
sono incentrate = are centered
nella stragrande maggioranza dei casi = in the vast majority of cases
hanno a che fare con = have to do with
Mi sono chiesta quanto sia longeva questa passione degli italiani per il Topolino. Perché io ho la mia esperienza di 34enne, che è diversa da quella di mio padre ad esempio.
Topolino ha rappresentato nella mia infanzia e soprattutto nella mia adolescenza, poi spiegherò meglio il perché, un fattore non indispensabile ma estremamente positivo, perché è stata una via di fuga dalla realtà, ma un divertimento molto valido, molto leggero, nel senso che non impegnativo, ma quindi una forma di divertimento che mi ha fatto crescere in modo anche sereno.
Però sì, perché anche perché in casa, insomma, un certo numero di Topolini ce li abbiamo e quindi ricordo di averli presi e letti anche ai miei figli. Tutto sommato potrei dire che non ho mai smesso di leggere Topolino, perché anche adesso, raramente se vogliamo, ogni tanto vado e ne prendo uno, soprattutto di quelli un po’ più vecchi, perché magari me li ricordo di meno, e lo leggo ancora, quindi avendo cominciato tutto sommato non da giovanissimo è una cosa che è perdurata, naturalmente, attualmente è una lettura che faccio in modo molto sporadico.
Paolo B.
Non so bene cosa pensino le generazioni successive alla mia riguardo al Topolino. Posso guardare qualche fatto, per esempio che nel momento in cui scrivo, in edicola è in vendita il numero 3583, che tra l’altro in copertina ha uno zio Paperone vestito con abiti d’epoca e una pergamena in mano e un sottotitolo che conferma quello che dicevamo prima sui contenuti storici delle storie. Il sottotitolo è “Sulle tracce di Marco Polo”. Dicevo, un altro fatto è che il Topolino abbia circa 64.500 follower su Instagram. Sono quindi molto contenta che Maria abbia deciso di raccontarci anche la sua visione. Maria oggi ha 19 anni ed è la figlia di Silvia.
Ho iniziato a leggere il Topolino quando ero molto piccola, penso che, appunto, una delle mie prime letture sia stata quella. Infatti, penso che intorno alla prima elementare, quando iniziai a leggere per le prime volte, mi capitò sottomano proprio il Topolino, magari anche non miei, ma quelli che appartenevano a mia mamma. Infatti non è un caso che proprio iniziai a leggere da subito, infatti già mia madre possedeva moltissimi dei numeri del Topolino e quindi io iniziai a leggere quelli.
Mi ricordo che poi, quando mi appassionai alle storie, cominciai a chiedere a mio nonno se per favore cioè per piacere poteva comprarmene lui, così mi ricordo che ogni mercoledì, il giorno dell’uscita del Topolino, ero emozionatissima perché mio nonno tor… cioè veniva a casa mia e mi regalava il Topolino della settimana e che appunto leggevo subito nel giro di dieci minuti.
Maria
Qui Maria ci dà due informazioni a mio parere interessanti. La prima è che il Topolino esca a cadenza settimanale e che questa serialità rappresenti un punto di forza per questo fumetto. Si percepisce, nel ricordo di Maria bambina, l’attesa per il mercoledì. La seconda è che la lettura dei fumetti vecchi, che probabilmente riflettono una diversa visione della società, siano comunque affascinanti per lei, così come lo sono per Paolo. Anch’io posso confermare di essere stata colta da questa fascinazione, forse senza rendermene pienamente conto. Ricordo ancora un Topolino scovato a casa dei miei nonni, in cui compariva una pubblicità con una giovanissima Raffaella Carrà seduta su una fiammante Fiat 600. Non so, mi sentivo come rincuorata che nonostante tutti i cambiamenti e il passare del tempo, il Topolino fosse una certezza, è come se ci fosse sempre stato.
longeva = long-lived
indispensabile = indispensable
una via di fuga = an escape route
è perdurata = has lasted
sporadico = sporadic
l’edicola = the newsstand
in vendita = for sale
gli abiti d’epoca = vintage clothes
prima elementare = first grade
sottomano = at hand
per favore, per piacere = please
cioè = that is (or i.e.)
nel giro di (dieci minuti) = within (ten minutes)
a mio parere = in my opinion
Raffaella Carrà = Raffaella Carrà was an Italian show woman
fiammante = blazing (or shiny)
rincuorata = reassured
A me appassionavano tutte le storie del Topolino, mi piaceva proprio avere quel giornaletto tra le mani e anche solo magari a volte, quando proprio non mi appassionava una storia, proprio mi piaceva sfogliarlo, vedere le immagini, e i colori delle illustrazioni. Anzi, mi ero appassionata talmente tanto che riuscivo a riconoscere proprio i diversi tipi di disegno dei vari autori, tant’è che mi ricordo di aver preso una volta una raccolta di storie disegnate da un particolare autore, perché proprio mi piaceva il modo in cui disegnava. Inoltre del Topolino, oltre appunto proprio all’aspetto grafico, adoravo anche le storie.
Mi piaceva immedesimarmi insieme ai personaggi principali e vivere insieme a loro le avventure. Tra i miei preferiti c’era Paperino, perché mi piaceva il suo modo di essere sempre quello sfavorito, sfortunato, che però alla fine comunque, magari anche con l’aiuto di altri personaggi, per esempio, a me faceva molto ridere anche Zio Paperone, riusciva poi ad essere l’eroe della situazione alla fine. In realtà a me piaceva anche Topolino, anche se a volte un po’ esagerava con le sue manie di protagonismo, per il resto lo trovo molto simpatico e soprattutto mi piacevano le sue storie in cui lui era il detective e doveva trovare il colpevole.
Maria
Insomma, abbiamo capito che Paperino, con le sue numerose sfortune, fa scattare nei lettori una certa empatia. Maria poi ci dice anche un’altra cosa interessante e cioè che i personaggi del fumetto di Topolino sono così diversi tra loro da rendere il fumetto molto inclusivo. Cioè, ogni lettore, in base alla sua personalità o anche in base al periodo della vita che sta vivendo, troverà una storia che lo rappresenta.
Le mie storie preferite, in realtà, ce ne sono tante e mi ricordo che, soprattutto, andavano in base a periodi. Infatti, c’era magari un periodo in cui continuavo a rileggere una storia che proprio mi appassionava, soprattutto mi piacevano quelle di cucina, ma soprattutto quelle delle invenzioni. Infatti, c’era questa storia in cui Paperino e i suoi amici, Zio Paperone, Paperoga, così, inventavano questa nuova tecnologia, che erano questa sorta di occhiali che ti permettevano di vedere il mondo come se fosse un’altra realtà.
Infatti, c’erano lenti di tutti i tipi che permettevano, magari, di rivivere epoche del passato, cioè come l’antica Grecia, la Roma imperiale, l’antico Egitto, oppure anche di proiettarti nel futuro, appunto, magari, con queste nuove metropoli fantascientifiche. O anche solo una… anche solo semplicemente se uno piaceva tantissimo il colore verde, le lenti erano verdi e magari alcuni oggetti si trasformavano.
Maria
Quello che penso abbia fatto e continui a fare la fortuna del Topolino in Italia, sia la capacità dei suoi direttori e dei suoi autori, di rimanere al passo coi tempi.
Nel numero 3000 di Topolino (siamo nel 2013) compaiono un tablet, una videochiamata di Quo e Qua con Qui che è in Alaska per una borsa di studio, una storia in cui si parla di agricoltura a chilometro zero, DVD, musica scaricata da Internet, ed è evidente che il cellulare di Topolino è uno smartphone.
In uno degli ultimi numeri di Topolino, quindi siamo nel 2024 – più di dieci anni dopo – c’è Zio Paperone che va a caccia d’oro (ovviamente) ma scopre un tesoro più grande: la biodiversità.
A me appassionavano = I was passionate about
sfogliarlo = leafing through it
tant’è che = so much so that
i personaggi principali = the main characters
sfavorito = disadvantaged
le manie di protagonismo = the need for attention
per il resto = for the rest
fa scattare = triggers
da rendere = to make
(le) epoche = (the) eras
fare la fortuna = to make the fortune
Ho chiesto a Silvia se pensa che il Topolino si presti bene come materiale didattico per le sue lezioni di italiano.
Ecco, mi piacerebbe usare le vignette del Topolino nelle mie lezioni di italiano, infatti ho una raccolta di immagini che si ingrandisce sempre di più e che spero di utilizzare presto ma ancora non ho trovato il modo per farlo perché spesso la lingua utilizzata da questi personaggi non è delle più semplici, è piena di rimandi culturali e spesso di citazioni non di facile interpretazione, di riferimenti tipicamente italiani che forse hanno bisogno di una certa presentazione e quindi… ma lo vorrei fare, mi piacerebbe molto.
Silvia F.
La questione linguistica che menziona Silvia è molto interessante ed è proprio una scelta editoriale consapevole. Il linguaggio usato nelle storie del Topolino non è un linguaggio semplice. O meglio, è un linguaggio leggero nei contenuti ma ricco nella forma. Lo stile del Topolino è inconfondibile.
Ti faccio qualche esempio. Nel numero 3000 di Topolino, che come abbiamo detto è del 2013 quindi appartiene all’epoca contemporanea, compaiono le parole: “giroscopio”, “lardellati”, “pusillanime”, “annichilente”, “ghiottonerie”, “scriteriato”, “ionosfera”. Di queste sette parole che ti ho letto, io ne conosco quattro. Le altre tre? Non ne ho proprio idea.
Valentina De Poli, che è stata direttrice di Topolino, in un’intervista ha detto:
“Non bisogna aver paura a tenere alto il livello.”
Il fumetto di Topolino piace così tanto anche per questo. Perché non è mai banale, stimola sempre la curiosità e lo fa in un modo accessibile. L’accostamento delle immagini alle parole, infatti, permette al lettore di intuire il significato delle parole sconosciute grazie al contesto. E queste parole sconosciute spesso sono un vero e proprio atto creativo.
“I fumetti vivono di gerghi, parole, frasi tutte loro: una loro lingua, insomma, che in quanto tale è un modo di pensare e crea un mondo. Nel caso di Topolino, poi, la lingua del giornale è un’intera filosofia editoriale e narrativa.”
Il fumetto è costituito principalmente dall’immagine e poi dal fumetto, con le parole che quindi sono molto limitate e con un uso intenso, oltretutto direi per forza, voglio dire, è una produzione americana di quei termini che anche tradotti in italiano, tipo sob, tipo, non so, insomma, quelle parole onomatopeiche che vengono spesso usate in inglese per, ecco, questa faceva parte integrante del fumetto, che è diventato un modo di esprimersi anche di noi che leggevamo il fumetto poi, no?
Paolo B.
Ecco, mia figlia penso che abbia proprio ereditato da me la passione per questi fumetti, infatti già da piccola divorava queste storie e addirittura mi faceva ridere perché parlava come i personaggi delle saghe dei paperi e dei topi, utilizzando delle espressioni un po’ inusuali nel linguaggio comune, anche difficili.
Veramente in bocca a una bambina così piccola erano veramente qualcosa di strano ma anche di simpatico. È vero poi che molte espressioni che avevamo letto sul Topolino sono entrate nel linguaggio della nostra famiglia, come mi ricordo un detto di Paperino che raccogliendo le pere dall’albero aveva esclamato «se sbagli pera perirai» e che abbiamo utilizzato ogni volta che si doveva comprare della frutta al mercato.
Silvia F.
Conoscere Topolino per te può essere non solo un modo per avvicinarti alla cultura italiana più popolare, ma anche l’accesso a uno strumento efficace per immergerti nella lingua e nella società italiana di oggi. L’accostamento delle immagini e delle parole rende, infatti, le storie fruibili anche a chi sta imparando l’italiano come te. È come avere tra le mani una lettura della società italiana attuale un po’ facilitata, per capire meglio chi sono gli italiani di oggi, anche se ad un primo sguardo potrebbero sembrare topi dalle grandi orecchie nere o buffi paperi senza pantaloni. Insieme alla trascrizione di questo episodio, ti lascio anche un link per leggere online una storia del Topolino.
si presti bene = lends itself well
si ingrandisce = enlarges
(le) citazioni = (the) quotes
una scelta editoriale consapevole = a deliberate editorial choice
appartiene = belongs
tutte loro = their own
Fonti:
NEWS: In addition to the free podcast/trascript, you can choose to receive weekly excercises in Italian directly in your inbox. Pledge your support if interested.
You are welcome to leave a comment below and, if you feel like so, you can buy me a coffee as a donation for supporting my project. Thank you!
You are welcome to try an online Italian lesson with one of our professional teachers. The trial lesson is cheap and, after the purchase, you can choose the time and date that fit your schedule.
Online Italian Teacher
Mi chiamo Barbara, ho trent’anni e qualcosa, vivo a Londra e sono la fondatrice di questa scuola. Ho lavorato per un po’ negli uffici marketing di aziende grandi e piccole, a Milano, a Piacenza e a Barcellona, in Spagna. Dal 2017 lavoro come libera professionista, prima come copywriter e poi come insegnante di italiano a stranieri. Nonostante abbia fatto diverse esperienze in entrambi i settori, la sindrome dell’impostore non mi ha mai abbandonata. Così a un certo punto ho chiamato a raccolta le migliori insegnanti che potessi conoscere e ho dato vita a questa scuola online che non ha ancora smesso di sorprendermi per le grandi soddisfazioni che mi regala ogni giorno.
Insegnare online significa confrontarsi con persone che possono essere molto diverse tra loro per età, provenienza, interessi e livello di italiano. Cerco di tenere una parte della lezione per stimolare la conversazione spontanea e mettere gli studenti a proprio agio. Nella seconda parte della lezione, di solito porto l’attenzione su aspetti linguistici che possono essere migliorati. Assegno anche compiti a casa: talvolta esercizi grammaticali, altre volte testi scritti, visione di video o ascolto di podcast. Mi piace diversificare in base al tempo e all’attitudine che i miei studenti dimostrano di avere ogni volta. Tengo sempre in considerazione i loro impegni personali e il fatto che in un certo periodo possano avere più energie o essere più stanchi.
Ho avuto studenti provenienti da parti del mondo molto diverse. Principalmente Regno Unito e Stati Uniti, ma anche Europa (inclusa l’Italia), Australia, Africa e Asia. Spesso la loro routine è molto diversa dalla mia, come nel caso di persone in pensione che si trovano in una fase della vita che non ho personalmente ancora vissuto. Ho sempre riscontrato un grande rispetto reciproco per e da parte dei miei studenti. Queste differenze non sono mai state un ostacolo, ma un arricchimento dell’esperienza didattica. Anche i corsi di gruppo sono caratterizzati da questa bellissima diversità e questo è uno degli aspetti che amo di più dell’insegnamento online.
Ho spesso pensato di non avere grandi passioni, ma qualcuna piccola forse ce l’ho. Senz’altro la scrittura è al primo posto: è l’attività che più mi rilassa quando sono stressata e mi consola quando sono triste. Mi piace molto anche cantare, in modo totalmente amatoriale, fin da quando mio padre mi accompagnava con la chitarra quando ero piccola. Quando ero più giovane ho ballato danza moderna, poi mi sono appassionata al tango argentino. Tutti gli anni andavo a sciare con mio papà e le mie amiche, prima che diventasse troppo costoso e iniziassi a farmi domande sulla sostenibilità di questo sport. Le stesse domande me le faccio ogni volta che devo prendere un aereo e purtroppo questo ultimamente accade molto spesso. Da qualche anno, infatti, vivo in Inghilterra con un bimbo piccolo che i nonni vogliono vedere il più possibile!
My name is Barbara, I’m thirty-something, I live in London, and I’m the founder of this school. I’ve worked for a while in the marketing offices of both large and small companies, in Milan, Piacenza, and Barcelona, Spain. Since 2017, I’ve been working as a freelancer, first as a copywriter and then as an Italian teacher for foreigners. Despite having various experiences in both fields, the impostor syndrome has never left me. So, at a certain point, I gathered the best teachers I could find and started this online school, which has never ceased to amaze me with the great satisfaction it gives me every day.
Teaching online means dealing with people who can be very different in terms of age, background, interests, and Italian proficiency level. I try to dedicate a part of the lesson to stimulate spontaneous conversation and make the students feel comfortable. In the second part of the lesson, I usually focus on linguistic aspects that can be improved. I also assign homework: sometimes grammar exercises, other times written texts, watching videos, or listening to podcasts. I like to diversify based on the time and attitude my students demonstrate each time. I always take into consideration their personal commitments and the fact that they may have more energy or be more tired during a certain period.
I’ve had students from very different parts of the world, mainly from the UK and the USA, but also from Europe (including Italy), Australia, Africa and Asia. Often their routines are very different from mine, as in the case of retired individuals who are in a phase of life I haven’t personally experienced yet. I’ve always found a great mutual respect from and for my students. These differences have never been an obstacle but rather an enrichment of the teaching experience. Even group courses are characterized by this beautiful diversity, which is one of the aspects I love most about online teaching.
I’ve often thought I don’t have great passions, but maybe I have some small ones. Writing is certainly at the top: it’s the activity that relaxes me the most when I’m stressed and consoles me when I’m sad. I also enjoy singing, in a totally amateur way, ever since my father accompanied me with the guitar when I was little. When I was younger, I danced modern dance, then I became passionate about Argentine tango. Every year I used to go skiing with my dad and my friends, before it became too expensive, and I started questioning the sustainability of this sport. I ask myself the same questions every time I have to take a plane, and unfortunately, lately, this happens very often. For a few years now, I’ve been living in England with a little child that the grandparents want to see as much as possible!
Online Italian Teacher
Ciao! Sono Eleonora, ho 36 anni, e un passato un po’ vagabondo. Mi sono laureata a Trento in Filosofia, e poi … ho iniziato a viaggiare.
Sono stata operatrice interculturale in diverse realtà estere, Africa compresa. Con il mio ritorno in Italia, sono entrata nella scuola, dove ho insegnato storia e filosofia.
Oggi, sono una docente privata, e anche una mamma, e nel frattempo, qualche anno fa, ho ottenuto la certificazione CEDILS per la didattica dell’italiano agli stranieri.
Insegno inglese, ma più di ogni altra cosa, amo insegnare l’italiano, amo insegnare la mia lingua
madre, la lingua delle mie emozioni.
Amo leggere … ma non di tutto. Mi appassionano i romanzi antichi e moderni, e ovviamente, leggo
di filosofia.
Con lo sport sono piuttosto pigra, ma adoro le mie due sessioni settimanali di pilates.
E amo scrivere. Che sia di giorno o di notte, che sia con la mia bimba in braccio o in una stanza
silenziosa, ho sempre la penna in mano.
Chissà, magari ci sarà un’occasione per scrivere qualcosa insieme!
A dire il vero, oltre a scrivere, adoro comunicare. Nelle mie lezioni mi interesserò molto a te.
Parleremo di interessi, passioni, lavoro, vita in famiglia … e chi più ne ha più ne metta.
La mia lezione tipo ha dunque uno stampo comunicativo, ma anche emotivo. Penso che una lingua venga appresa meglio se vengono coinvolti anche i sentimenti.
Vorrei sempre che i miei studenti siano felici di fare lezione con me. Ci dobbiamo divertire!
Useremo metodi interattivi e sceglierai anche tu i temi da affrontare.
Adoro se si sbaglia, soprattutto quando si affronta un po’ di grammatica, perché l’errore è un modo per apprendere più in fretta.
Nessuno è perfetto e abbiamo sempre da imparare, spero di poterlo fare al più presto con te.
Hello everyone!
I am a social anthropologist and an Italian language teacher. I have been teaching Italian since 2012, after completing a course in teaching Italian as a second language. I have taught in Sarajevo (Bosnia), Tbilisi (Georgia), and Moscow (Russia), and since 2016, I have been teaching online—both for convenience and to balance the many interests I try to pursue simultaneously.
In 2023, I obtained a PhD in social anthropology from the University of Manchester, and since 2024, I have been a postdoctoral researcher at the Migration Department of the Institute of Ethnology in Prague, Czech Republic. In the meantime, I also work as a tour guide for Italians (or Italian speakers) in Georgia.
My lessons are a well-balanced mix of performative techniques that I have acquired over more than ten years of teaching. Through readings, songs, photo analysis, small grammar rules, and much more, I always strive to create engaging “recipes” to keep my students eager to learn Italian.
Over the years, I have developed a dynamic teaching method tailored to the needs and interests of my students. Perhaps thanks to my anthropological background, I greatly appreciate the cultural exchanges that emerge through language learning.
For me, learning a language means building bridges between different worlds, and it is always fascinating to see the creative ways in which my students connect their own experiences to Italian culture.
Moreover, as a language learner myself (in addition to English, I have studied Georgian, Russian, Bosnian-Serbo-Croatian, French, and German), I fully understand the challenges and frustrations of learning a new language.
My goal is to make the “journey into Italian” as engaging and rewarding as possible.
Being an Italian teacher has allowed me to meet people who are both amazing and… bizarre.
For example, one of my first online students was an English guy working as a gardener in India. We had our Italian lessons during his lunch break under the palm trees, with the wind rustling through the leaves and his phone—camera on—resting against his ear so he could hear me. And there I was, teaching while staring at an eardrum!
Nowadays, I encourage my students to have the proper setup for online lessons (screen sharing is often essential in my classes), but I was still proud that he wanted to learn Italian despite the logistical and geographical challenges.
It’s been almost nine years since we first met, and we’re still in touch—of course, speaking Italian.
What I can say is that with all my students, past and present, I have built relationships of friendship, respect, and admiration—something I never imagined when I first started this job. I feel very lucky.
Talking about my passions in such a short space is always a challenge, but from what you’ve read so far, you’ve probably gathered that I love traveling, learning new languages, and discovering different worlds.
To that, I’d add a passion for photography, singing, calligraphy, and much more—things we can explore together if you’d like.
Online Italian Teacher
Ciao! Sono Valentina e vengo da Ancona, una piccola città sul mare Adriatico. Ho vissuto in tanti paesi, alla ricerca di un posticino da chiamare casa. Mi sono laureata in Lingue e letterature all'”Università Ca’ Foscari”, poi in Italianistica all’”Alma Mater” di Bologna, lavorando nel frattempo tra librerie e scuole di lingua. Bologna è una città di cui sono follemente innamorata! Vivo ancora lì, con una gattina che si chiama Zinaida, come la protagonista di un romanzo russo. È la mia antistress preferita. Senz’altro la conoscerai durante le nostre chiamate, è una curiosona come me.
Oltre a insegnare italiano, mi occupo di letteratura. Leggo tantissimo, amo cercare nuove espressioni letterarie e sono un’appassionata di poesia. Mi interessano gli studi decoloniali, gli studi di genere e tutti i romanzi che trattano queste tematiche. Mi piace scrivere e collaboro con alcuni blog e riviste online. Ho anche fondato una webzine che si chiama “Crocevia” dove c’è anche una rubrica dedicata a giovani poete e poeti internazionali. Amo molto anche la fotografia e la musica, soprattutto il rock nelle sue forme e il cantautorato.
Mi interessa creare un ambiente sereno, in cui tu possa sentirti libera o libero di esprimerti e provare, senza ansia. So quanto è difficile approcciarsi a una nuova lingua con il timore di sbagliare. Pianificherò le nostre lezioni sulle tue esigenze e sui tuoi desideri. Concorderemo insieme degli obiettivi da raggiungere, sulla base del tuo livello di partenza. Potrai scegliere tra vari metodi, più focalizzati sulla conversazione o sulla grammatica, per capire insieme qual è il più adatto a te. In ogni lezione, ti lascerò link a canzoni o video su YouTube, per una full immersion nella cultura italiana. Ti proporrò anche delle attività ludiche e vedrai che imparare una lingua può essere davvero divertente!
Ho lavorato con studenti e studentesse provenienti da tantissimi paesi del mondo: dalla Turchia all’India, da Malta all’Argentina. Alcuni vivono in Italia, alcuni stavano per trasferirsi, altri erano appassionati di cultura italiana e volevano crearsi degli strumenti per avvicinarsi al meglio alla lingua. Con tante e tanti ci siamo incontrati e mi sono improvvisata guida turistica: è stato un bellissimo momento di scambio! Ho lavorato con persone molto diverse tra loro, adulte e giovani, in alcuni casi con cecità e disturbi specifici dell’apprendimento. Chiunque può imparare una nuova lingua. L’essenziale è trovare il giusto
approccio.
Hello! I’m Valentina and I come from Ancona, a small city on the Adriatic Sea. I’ve lived in many countries, searching for a place to call home. I graduated in Languages and Literatures from “Ca’ Foscari University”, then in Italian Studies from the “Alma Mater” in Bologna, while working in bookstores and language schools. Bologna is a city I’m madly in love with! I still live there, with a cat named Zinaida, like the protagonist of a Russian novel. She’s my favorite stress reliever. You’ll surely get to know her during our calls; she’s as curious as I am.
Apart from teaching Italian, I’m involved in literature. I read a lot, love discovering new literary expressions, and am passionate about poetry. I’m interested in decolonial studies, gender studies, and all novels dealing with these themes. I enjoy writing and collaborate with some blogs and online magazines. I also founded a webzine called “Crocevia” which includes a section dedicated to young international poets. I also love photography and music, especially rock in its various forms and singer-songwriters.
I’m interested in creating a serene environment where you can feel free to express yourself and try without anxiety. I know how difficult it is to approach a new language with the fear of making mistakes. I’ll plan our lessons based on your needs and desires. Together, we’ll set goals based on your starting level. You can choose from various methods, whether more focused on conversation or grammar, to find what suits you best. In each lesson, I’ll leave you links to songs or YouTube videos for full immersion in Italian culture. I’ll also propose fun activities, showing you that learning a language can be truly enjoyable!
I’ve worked with students from many countries around the world: from Turkey to India, from Malta to Argentina. Some live in Italy, some were about to move, others were passionate about Italian culture and wanted to create tools to better approach the language. With many of them, we’ve met and I’ve acted as a tour guide; it was a beautiful exchange! I’ve worked with people very different from each other, adults and young people, in some cases with blindness and specific learning disabilities. Anyone can learn a new language. The key is to find the right approach.
Online Italian Teacher
Ciao, mi chiamo Letizia e vengo da Bologna, una bellissima città nel nord Italia.
Da sempre, la mia più grande passione è conoscere culture diverse. Da piccola mi sono subito resa conto che, per poter venire a contatto con tradizioni straniere e viaggiare, dovevo approfittare di qualsiasi occasione che incontravo, perciò ho iniziato a candidarmi per viaggi di studio all’estero organizzati da diverse associazioni. In questo modo, ho potuto vedere posti e incontrare persone che altrimenti non avrei potuto conoscere.
Questi viaggi mi hanno permesso di apprezzare usi e costumi diverse dalle mie, mi hanno spinta ad essere curiosa e a fare domande. Una volta finito il liceo, la naturale prosecuzione della mia istruzione potevano essere solo le Lingue Straniere: infatti, penso che si possa apprezzare una cultura solo attraverso la conoscenza della sua lingua.
Per questo ho deciso di insegnare italiano: non solo mi permette di aiutare le persone a imparare questa bellissima lingua, ma mi dà anche l’opportunità di vedere la mia cultura con occhi nuovi.
Oltre a viaggiare, sono appassionata di letteratura, cinema, serie tv e spettacoli teatrali.
Ogni volta che posso provo ad andare al cinema o a teatro per potermi godere una nuova storia. Mi piace essere aggiornata sulla pop culture e sono anche molto interessata agli studi di genere.
Non vedo l’ora di conoscervi per discutere di tutto questo e molto altro!
Hello, my name is Letizia and I come from Bologna, a beautiful city in the North of Italy.
As long as I can remember, my greatest passion has been learning about different cultures. As a young kid I quickly realized that, in order to come into contact with foreign traditions and travel, I had to take any chance that would come my way, so I started applying for study trips abroad organized by different associations. In doing so, I got to see places and meet people I never would have had the opportunity to experience otherwise.
These trips allowed me to appreciate customs and beliefs different than my own, they compelled me to be curious and ask questions. Once I finished high school, the natural continuation of my education could only be Foreign Languages: as a matter of fact, I believe it’s only through the knowledge of a language that you can properly connect with a culture.
This is why I decided to teach Italian: not only it allows me to help people learn this beautiful language, but it also gives me the chance to see my culture with new eyes.
Besides traveling, I am passionate about literature, cinema, tv series and plays.
Any time I have the chance I try going to the cinema or theatre to enjoy a new story. I like to be up to date with pop culture and I am also really interested in gender studies.
I can’t wait to meet you to discuss all of this and much more!
Online Italian Teacher
Ciao! Sono Federica, abito in un piccolo villaggio immerso nella natura sull’Appennino Ligure-Emiliano. Prima di approdare in questo angolo di paradiso, ho abitato in altri paesi e ho conosciuto le sfide dell’apprendimento di una seconda lingua. Per questo nelle mie lezioni voglio creare una comfort zone in cui sia possibile provare, giocare, sperimentare con la lingua italiana, a prescindere dal proprio livello.
Ci tengo a che i miei studenti pensino alle nostre lezioni come ad uno spazio sicuro dove poter sbagliare, perché senza errori non si impara. Sono attenta agli interessi specifici di ciascuno e adatto le mie lezioni di conseguenza. C’è chi preferisce conversare, chi ha bisogno di soffermarsi di più sulla grammatica e chi la teme, chi vuole fugare tutti i dubbi in una lezione (e si scontra con il fatto che è impossibile), e c’è invece chi affronta l’apprendimento con pazienza.
I miei studenti vengono da tanti posti diversi: UK, USA, Brasile, Norvegia, Malta, Spagna e ognuno è arrivato alla decisione di studiare l’italiano per un motivo diverso. C’è chi ha nonni italiani e vuole riallacciare una connessione con il passato della propria famiglia, chi si è innamorato dell’Italia durante una vacanza, chi ci si è trasferito seguendo un amore. Quando i miei studenti vengono in Italia proviamo ad organizzarci per incontrarci. Quando c’è l’occasione, mi piace che le relazioni vadano al di là dello stretto perimetro delle lezioni. Tutti i contesti rigidi e formali mi stanno stretti!
Oltre a insegnare italiano, sono antropologa e videomaker. Mi occupo soprattutto di realizzare brevi documentari per musei etnografici e ho una buona conoscenza della storia e del folclore italiano. Un’altra mia grande passione è il cinema italiano, soprattutto quello “classico” degli anni ’50, ’60 e ’70: se vi interessa il cinema sappiate che potreste trovare in me una dispensatrice anche fin troppo solerte di critiche cinematografiche e di suggerimenti per visioni!
A presto.
Let me introduce myself
Hi! I’m Federica, and I live in a small village nestled in nature in the Ligurian-Emilian Apennines. Before settling in this corner of paradise, I lived in other countries and experienced the challenges of learning a second language. That’s why in my lessons, I want to create a comfort zone where it’s possible to try, play, and experiment with the Italian language, regardless of one’s level.
I want my students to think of our lessons as a safe space where they can make mistakes because without errors, there is no learning. I pay attention to each individual’s specific interests and tailor my lessons accordingly. Some prefer conversation, some need to focus more on grammar and may fear it, some want to clear all doubts in one lesson (and clash with the fact that it’s impossible), while others approach learning with patience.
My students come from many different places: the UK, USA, Brazil, Norway, Malta, Spain, and each has arrived at the decision to study Italian for a different reason. Some have Italian grandparents and want to reconnect with their family’s past, some fell in love with Italy during a vacation, some moved here following love. When my students come to Italy, we try to organize meetings. Whenever possible, I like relationships to extend beyond the strict confines of lessons. All rigid and formal contexts feel constricting to me!
In addition to teaching Italian, I’m an anthropologist and videomaker. I mainly focus on making short documentaries for ethnographic museums and have a good knowledge of Italian history and folklore. Another great passion of mine is Italian cinema, especially the “classic” films of the ’50s, ’60s, and ’70s: if you’re interested in cinema, know that you might find in me an overly eager dispenser of film critiques and suggestions for viewing!
See you soon.
Online Italian Teacher
iao!
Mi chiamo Elisa e vengo da Bologna, una città famosa in Italia per il colore delle sue case, il rosso, la bontà del suo cibo e l’antica università. Sono laureata in antropologia e storia e mi piace insegnare la lingua italiana.
Ho vissuto per due anni in Spagna, a Barcellona. Lì ho lavorato in una libreria italiana che offriva anche lezioni di lingua. È stata un’esperienza bellissima che ha fatto nascere in me il desiderio di insegnare l’italiano.
La multiculturale Barcellona mi ha permesso di conoscere persone che vengono da ogni parte del mondo.
Ho scoperto così quanto mi entusiasmi scoprire cose e posti nuovi e parlare con persone con storie diverse dalla mia.
Tutto questo è stato possibile grazie alla conoscenza dell’inglese e dello spagnolo.
Queste due lingue, che ho dovuto studiare per motivi di studio e di lavoro, mi hanno dato tante possibilità e aperto la strada a nuove esperienze.
La cosa che mi piace di più dell’imparare una lingua infatti è che non solo permette di comunicare con persone nuove, ma anche di avere accesso a tutto il mondo che ruota attorno ad essa.
Come avrete capito mi piace viaggiare, ma sono anche appassionata di letteratura, mi piace fare lunghe passeggiate e cucinare, così come mi appassionano l’attualità e la storia.
A presto, per parlare di questo e altro e imparare insieme la lingua italiana!
Hello!
My name is Elisa, and I come from Bologna, a city known in Italy for the red color of its houses, the food, and the ancient university. I hold a Master’s degree in anthropology and history, and I like to teach Italian.
I have lived for two years in Barcelona, Spain. There I worked in an Italian bookshop that offered language classes. It was a wonderful experience that gave me the desire to teach Italian.
Multicultural Barcelona has allowed me to meet people from all over the world.
I discovered how excited I am to learn new things, find myself in new places and talk to people with different stories than mine.
All of this was possible thanks to English and Spanish.
These two languages, which I had to study for study and work reasons, have given me many possibilities and opened the way to new experiences.
And this is what I like the most about learning a language. It allows you to communicate with new people and have access to the whole world that revolves around it.
As you may have understood, I like to travel, but I am also passionate about literature. I enjoy taking long walks and cooking, just as I am passionate about current events and history.
See you soon, to talk about this and more and learn the Italian language together!
Online Italian Teacher
Ciao,
Mi chiamo Sara, sono un’insegnante specializzata nell’insegnamento di italiano per stranieri e vivo in una piccola città in Piemonte, Acqui Terme.
Ho sempre avuto la passione per le lingue e sin da piccola i miei due sogni nel cassetto sono stati girare il mondo e fare l’insegnante (giocavo con lavagna e gessetti e i miei alunni erano immaginari).
Così ho conseguito una Laurea in Lingue e Letterature Straniere e durante il mio Erasmus a Caen, in Francia, ho finalmente iniziato a realizzare i miei desideri insegnando italiano in un liceo come madrelingua. Questa esperienza mi ha fatto capire quale fosse la mia strada e come avrei potuto realizzare i miei sogni.
Ho messo anima e cuore nel Master in “Didattica dell’italiano lingua non materna” presso l’Università per Stranieri di Perugia, dopo ho continuato a farlo con la Laurea Magistrale in Linguistica a Torino e completando la mia formazione a Perugia con la certificazione DILS “Didattica italiano Lingua Straniera” di secondo livello.
Proprio grazie a progetti universitari ho insegnato Italiano a studenti stranieri in alcune scuole a Torino e ho sfruttato questa bella esperienza per elaborare la mia tesi magistrale sull’apprendimento dell’italiano come lingua straniera.
Nel 2019 sono partita per Melbourne, in Australia, dove per tutto l’anno scolastico ho insegnato italiano come assistente linguistica in un college.
Nel 2020 mi sono trasferita a Londra e proprio quando cominciavo ad ambientarmi e a collaborare con alcune scuole di italiano è scoppiato il Covid e sono tornata in Italia.
Da quell’anno insegno nelle scuole medie: italiano, storia e geografia e tengo aperta la mia piccola finestra sul mondo con le lezioni di italiano online.
Quando ho un po’ di tempo libero mi piace trascorrere giornate all’aria aperta camminando, ascoltando musica, leggendo. Adoro il mare e se riesco ogni weekend mi reco in Liguria con il mio compagno.
Amo viaggiare, perdermi in città sconosciute dove assaporare il vero gusto della scoperta e conoscere persone nuove con le quali confrontarmi.
Mi piace trascorrere del tempo con la mia famiglia in campagna nella casa dei nonni; adoro fare la zia, anche se purtroppo le mie due splendide nipotine vivono in Norvegia e il poco tempo che passiamo insieme vola sempre via velocissimo tra risate, corse e giochi.
Dopo anni come studentessa di lingue straniere (dall’altra parte della scrivania!) provo sempre a immedesimarmi nei miei studenti e cerco di creare lezioni personalizzate seguendo le loro passioni, i loro interessi e guidandoli alla scoperta della lingua e della cultura italiana.
Le mie lezioni sono sempre ancorate alla realtà, alla praticità, alle curiosità su questo bellissimo Paese in modo da stimolare e non annoiare chi vuole migliorare il proprio italiano.
Prediligo lezioni in cui lo studente assapori la lingua attraverso letture, conversazioni, canzoni, foto, materiali autentici che mi piace scegliere pensando alla persona che ne fruirà.
Naturalmente non mancano pillole di grammatica, proverbi, modi di dire, accompagnati da giochi che permettono di utilizzare la lingua divertendosi.
In questi anni, sia online che in presenza, ho conosciuto e lavorato con studenti da tutto il mondo e di tutte le età.
Ho iniziato con i liceali francesi, proseguito con bambini e ragazzi di tutto il mondo trasferitisi in Italia, collaborato con i liceali australiani e infine sono approdata online grazie a questa scuola.
Non so perché ma solitamente la maggior parte dei miei studenti è piuttosto giovane e troviamo sempre punti di contatto e argomenti sui quali confrontarci.
Soprattutto nei corsi di piccoli gruppi, però, ho avuto anche studenti in età più matura, a volte pensionati, che mi hanno permesso di vedere il mondo da un’altra prospettiva e dei quali ho apprezzato l’intraprendenza e la voglia di continuare a mettersi in gioco e apprendere per tutto il corso della vita.
Hello,
My name is Sara, and I am a teacher specializing in teaching Italian to foreigners. I live in a small town in Piedmont, Acqui Terme.
I have always been passionate about languages, and since I was a child, my two biggest dreams were to travel the world and become a teacher (I used to play with a blackboard and chalk, and my students were imaginary).
So, I pursued a degree in Foreign Languages and Literatures, and during my Erasmus in Caen, France, I finally started making my dreams come true by teaching Italian in a high school as a native speaker. This experience made me realize what my path was and how I could achieve my goals.
I put my heart and soul into earning a Master’s degree in “Teaching Italian as a Non-Native Language” at the University for Foreigners of Perugia. I then continued my studies with a Master’s degree in Linguistics in Turin and further enriched my training in Perugia by obtaining the DILS II-level certification (Didactics of Italian as a Foreign Language).
Thanks to university projects, I taught Italian to foreign students in some schools in Turin, and I used this valuable experience to develop my master’s thesis on learning Italian as a foreign language.
In 2019, I moved to Melbourne, Australia, where I worked as a language assistant, teaching Italian in a college for an entire school year.
In 2020, I moved to London, and just as I was settling in and starting to collaborate with some Italian language schools, Covid broke out, and I returned to Italy.
Since then, I have been teaching Italian, History, and Geography in secondary schools while keeping my small window to the world open through online Italian lessons.
When I have some free time, I love spending days outdoors walking, listening to music, and reading. I adore the sea, and whenever possible, I go to Liguria with my partner on the weekends.
I love traveling, getting lost in unknown cities, experiencing the joy of discovery, and meeting new people with whom I can exchange ideas.
I enjoy spending time with my family in the countryside at my grandparents’ house. I also love being an aunt, although unfortunately, my two wonderful nieces live in Norway. The little time we spend together always flies by too fast, filled with laughter, running, and games.
After years of studying foreign languages myself (on the other side of the desk!), I always try to put myself in my students’ shoes. I aim to create personalized lessons based on their passions and interests, guiding them through the discovery of the Italian language and culture.
My lessons are always rooted in real-life situations, full of practical insights and curiosities about this beautiful country to engage students and make learning enjoyable.
I prefer lessons where students can experience the language through reading, conversation, songs, photos, and authentic materials that I carefully choose for each person.
Of course, grammar tips, proverbs, and idioms are also included, often accompanied by games that make learning fun and interactive.
Over the years, both online and in person, I have worked with students from all over the world and of all ages.
I started with French high school students, then worked with children and teenagers from different countries who had moved to Italy, collaborated with Australian high school students, and eventually transitioned to online teaching thanks to this school.
For some reason, most of my students tend to be quite young, and we always find common ground and interesting topics to discuss.
However, in my small group courses, I have also taught older students, sometimes even retirees, who have shown me a different perspective on life. I truly admire their determination and enthusiasm for lifelong learning.
Online Italian Teacher
Ciao a tutti!
Sono un’antropologa sociale e insegnante di lingua italiana. Insegno italiano dal 2012, dopo aver completato un corso per l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua. Ho insegnato a Sarajevo (Bosnia), Tbilisi (Georgia) e Mosca (Russia) e dal 2016 insegno online, sia per comodità sia per riuscire a conciliare i molti interessi che cerco di portare avanti simultaneamente.
Nel 2023 ho conseguito il dottorato in antropologia sociale presso l’Università di Manchester e dal 2024 sono ricercatrice post-dottorato presso il Dipartimento di Migrazioni dell’Istituto di Etnologia di Praga, in Repubblica Ceca. Nel frattempo lavoro anche come guida turistica per italiani (o parlanti italiano) in Georgia.
Le mie lezioni sono un mix equilibrato di tecniche performative che ho acquisito in più di dieci anni di insegnamento. Attraverso letture, canzoni, analisi di fotografie, piccole regole di grammatica, e tanto altro cerco sempre di creare “ricette sfiziose” affinché i miei studenti e le mie studentesse continuino ad avere “appetito” per la lingua italiana.
Nel corso degli anni, ho quindi sviluppato un metodo di insegnamento dinamico, calibrato sui bisogni e sugli interessi dei miei studenti e delle mie studentesse. Probabilmente grazie alla mia formazione antropologica, apprezzo molto gli scambi culturali che nascono dall’apprendimento linguistico.
Per me, imparare una lingua significa costruire ponti tra mondi diversi, ed è sempre sorprendente scoprire i modi creativi con cui i miei studenti spesso collegano le proprie esperienze alla cultura italiana.
Inoltre, essendo io stessa una studentessa di lingue (oltre all’inglese, ho studiato georgiano, russo, bosniaco-serbo-croato, francese e tedesco), capisco bene le sfide e le frustrazioni dell’apprendimento di una nuova lingua.
Il mio obiettivo è rendere il “viaggio nell’italiano” il più coinvolgente e gratificante possibile.
Fare l’insegnante di italiano mi ha permesso di conoscere persone tanto fantastiche quanto… bizzarre.
Per esempio, uno dei miei primi studenti online è stato un ragazzo inglese che lavorava come giardiniere in India: facevamo lezione di italiano mentre lui era in pausa pranzo sotto le palme, con il vento che soffiava tra le foglie e il telefono con la videocamera accesa appoggiato all’orecchio per potermi sentire. E io facevo lezione guardando un timpano!
Ecco, oggi suggerisco agli studenti di fornirsi di tutti gli strumenti adeguati a una lezione online (spesso infatti, la condivisione dello schermo è fondamentale nelle mie lezioni), eppure ero orgogliosa del fatto che volesse imparare l’italiano nonostante gli ostacoli lavorativi e geografici.
Sono passati quasi nove anni da quando ci siamo
conosciuti e siamo ancora in contatto, ovviamente parlando in italiano.
Quello che posso dire è che con tutti gli studenti e le studentesse che ho avuto e che ho, si è instaurato un rapporto di amicizia, rispetto e stima che non avrei mai immaginato possibile quando ho intrapreso questo lavoro. Mi sento molto fortunata.
Parlare delle mie passioni in così poco spazio è sempre difficile, ma forse, dalle righe precedenti, avrai capito che amo viaggiare, studiare nuove lingue e conoscere mondi diversi.
A tutto ciò si aggiunge una passione per la fotografia, il canto, la calligrafia e tanto altro, che scopriremo insieme, se vorrai.
Hello everyone!
I am a social anthropologist and an Italian language teacher. I have been teaching Italian since 2012, after completing a course in teaching Italian as a second language. I have taught in Sarajevo (Bosnia), Tbilisi (Georgia), and Moscow (Russia), and since 2016, I have been teaching online—both for convenience and to balance the many interests I try to pursue simultaneously.
In 2023, I obtained a PhD in social anthropology from the University of Manchester, and since 2024, I have been a postdoctoral researcher at the Migration Department of the Institute of Ethnology in Prague, Czech Republic. In the meantime, I also work as a tour guide for Italians (or Italian speakers) in Georgia.
My lessons are a well-balanced mix of performative techniques that I have acquired over more than ten years of teaching. Through readings, songs, photo analysis, small grammar rules, and much more, I always strive to create engaging “recipes” to keep my students eager to learn Italian.
Over the years, I have developed a dynamic teaching method tailored to the needs and interests of my students. Perhaps thanks to my anthropological background, I greatly appreciate the cultural exchanges that emerge through language learning.
For me, learning a language means building bridges between different worlds, and it is always fascinating to see the creative ways in which my students connect their own experiences to Italian culture.
Moreover, as a language learner myself (in addition to English, I have studied Georgian, Russian, Bosnian-Serbo-Croatian, French, and German), I fully understand the challenges and frustrations of learning a new language.
My goal is to make the “journey into Italian” as engaging and rewarding as possible.
Being an Italian teacher has allowed me to meet people who are both amazing and… bizarre.
For example, one of my first online students was an English guy working as a gardener in India. We had our Italian lessons during his lunch break under the palm trees, with the wind rustling through the leaves and his phone—camera on—resting against his ear so he could hear me. And there I was, teaching while staring at an eardrum!
Nowadays, I encourage my students to have the proper setup for online lessons (screen sharing is often essential in my classes), but I was still proud that he wanted to learn Italian despite the logistical and geographical challenges.
It’s been almost nine years since we first met, and we’re still in touch—of course, speaking Italian.
What I can say is that with all my students, past and present, I have built relationships of friendship, respect, and admiration—something I never imagined when I first started this job. I feel very lucky.
Talking about my passions in such a short space is always a challenge, but from what you’ve read so far, you’ve probably gathered that I love traveling, learning new languages, and discovering different worlds.
To that, I’d add a passion for photography, singing, calligraphy, and much more—things we can explore together if you’d like.
Online Italian Teacher
Mi chiamo Silvia e vivo in una piccola cittadina del nord Italia, vicino alle famose città di Milano, Como e Monza.
Sono sposata, ho due figli ormai “adulti” e un cane, Argo, a cui piace essere presente durante le mie lezioni…
Sono laureata in giurisprudenza ma ho scoperto con il tempo la mia passione per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri e, dopo aver conseguito la certificazione Cedils dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ho intrapreso ormai da parecchi anni questo cammino che mi entusiasma sempre di più.
Amo fare passeggiate nella natura, visitare nuovi luoghi e mi rilasso leggendo o dipingendo, ma nei fine settimana mi piace anche uscire con gli amici per una cena o per un ottimo aperitivo.
Inoltre per me è importante il tempo passato in famiglia. Nei giorni di festa o di vacanza ci godiamo tutti insieme un bel film o ci sfidiamo in uno dei nostri numerosi giochi da tavolo (che mi piace utilizzare, adattandoli, con i miei studenti durante le lezioni!).
Spesso ascolto musica – di molti generi diversi – e ogni anno in estate adoro andare a Verona per assistere a uno spettacolo di opera lirica nella magica atmosfera dell’Arena.
Le mie lezioni sono improntate sulla conversazione. Amo discutere dei più diversi argomenti, secondo gli interessi dei miei studenti: dalle tecniche di mindfulness al giardinaggio, senza dimenticare però alcuni approfondimenti grammaticali, spesso necessari per comprendere meglio i meccanismi che regolano il funzionamento della lingua italiana.
Se deciderai di fare lezione con me, in base ai tuoi interessi e al tuo livello di conoscenza dell’italiano, preparerò varie attività che svolgeremo guardando spezzoni di film, ascoltando canzoni, leggendo ricette di cucina, commentando libri, osservando famose opere d’arte e insieme scopriremo numerosi aspetti della cultura del “Bel Paese” e ci divertiremo con quiz e altri giochi.
Durante le lezioni cerco sempre di mettere gli studenti a proprio agio, in un clima sereno e piacevole in modo da rendere l’apprendimento della lingua più efficace, duraturo e anche divertente.
E così, spesso, nascono legami autentici di amicizia che portano, quando è possibile, a bellissimi incontri anche di persona, qui in Italia!
My name is Silvia, and I live in a small town in northern Italy, near the famous cities of Milan, Como, and Monza.
I am married, have two “adult” children, and a dog named Argo, who enjoys being present during my lessons…
I have a degree in law, but over time, I discovered my passion for teaching Italian to foreigners. After obtaining the Cedils certification from Ca’ Foscari University in Venice, I have been on this path for many years now, and it excites me more and more.
I love taking walks in nature, visiting new places, and I relax by reading or painting. But on weekends, I also enjoy going out with friends for dinner or for a great aperitif.
Moreover, family time is important to me. On holidays or vacations, we all enjoy watching a good movie together or challenging each other in one of our many board games (which I like to use, adapting them, with my students during lessons!).
I often listen to music – of many different genres – and every summer, I love going to Verona to attend a performance of opera in the magical atmosphere of the Arena.
My lessons focus on conversation. I love discussing various topics, according to the interests of my students: from mindfulness techniques to gardening, without forgetting some grammatical insights, often necessary to better understand the mechanisms that govern the Italian language.
If you decide to take lessons with me, based on your interests and your level of Italian knowledge, I will prepare various activities for us to do, such as watching movie clips, listening to songs, reading recipes, commenting on books, observing famous works of art, and together we will discover numerous aspects of the “Bel Paese” culture and have fun with quizzes and other games.
During lessons, I always try to put students at ease, in a serene and pleasant atmosphere to make language learning more effective, lasting, and also fun.
And so, authentic friendships often arise, leading, when possible, to beautiful meetings even in person, here in Italy!